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La 24esima edizione del Salone Orientamenti si terrà al Porto Antico di Genova da martedì 12 a giovedì 14 novembre. Il tema dell'edizione 2019 sarà il “Saper fare” nella Scuola, nel Lavoro e nella Società. L'idea è promuovere azioni e servizi utili per ri-equilibrare il rapporto tra offerta di formazione e domanda di lavoro. Il programma del Salone è composto da "main events", laboratori e seminari e numerosi eventi promossi dagli enti presenti al Salone. Anche quest'anno sarà disponbile un programma di laboratori con SORPRENDO dedicati agli studenti delle scuole di I grado. Vediamo insieme le caratteristiche e il programma dell'evento.

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Tra le funzioni che la scuola svolge, l'orientamento è forse quella più complessa, ma sicuramente la più urgente e strategica per aiutare gli studenti ad affrontare le scelte future.
A livello internazionale, si parla di Career Education per indicare quelle attività che aiutano i giovani a conoscere meglio i contesti di lavoro e i percorsi di studio, ma anche le proprie caratteristiche personali e potenzialità. Si tratta di una nuova prospettiva pedagogica dell'orientamento, che ritroviamo anche, a livello nazionale, nei recenti documenti del MIUR sull'orientamento e sui PCTO.
Ma cosa significa Career Education? Quali sono i modelli di riferimento e quali strumenti abbiamo a disposizione? Come possiamo declinare queste attività all'interno dei contesti educativi, dalla scuola primaria all'università?
Questi sono i temi del Convegno promosso dall'Università IUSVE di Venezia nelle giornate del 13 e 14 dicembre 2019 e intitolato "Orientamento 4.0. La Career Education per il successo formativo e personale".

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La grande novità dei nuovi Percorsi per le Competenze Trasversali e l'Orientamento (PCTO), che hanno sostituito l'Alternanza Scuola Lavoro, è proprio la forte centratura di queste attività sulle competenze che servono alle studentesse e agli studenti per definire e poi gestire un proprio progetto di sviluppo professionale. Si tratta quindi di percorsi che devono mettere al centro dell'attività la soggettività di ogni studente, per aiutarlo ad esplorare i propri obiettivi, gli interessi e le proprie potenzialità, individuando nel mondo esterno alla scuola gli spazi e i contesti futuri di apprendimento e di lavoro che meglio rispondono alle proprie aspirazioni e caratteristiche. Questa valenza orientativa dei percorsi e l'esigenza di identificare le competenze trasversali che ogni studente può apprendere al termine di ogni percorso, rappresentano aspetti metodologici rilevanti e sono ben evidenziati nelle Linee Guida per la gestione dei PCTO, pubblicate dal MIUR ad ottobre 2019.

La base metodologica su cui progettare e realizzare i PCTO, in modo da dare ad ogni percorso una valenza orientativa, è il punto centrale che determinerà il buon esito di questo tipo di attività. L'approccio proposto nel documento del MIUR sottolinea l'importanza delle competenze di orientamento. Vediamo insieme gli aspetti principali di questo modello.

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#illavorochevorrei è la domanda più importante che i giovani oggi si pongono pensando al proprio futuro ed è anche il titolo che farà da filigrana all'edizione 2019 di JOB&ORIENTA, la grandi manifestazione ospitata dalla Fiera di Verona sui temi delle scelte di studio e di lavoro. Orientamento, innovazione, crescita sostenibile sono le tre parole cardine al centro del dibattito più attuale sul futuro delle nuove generazioni e saranno i temi centrali del programma della manifestazione, dal 28 al 30 novembre 2019.
L'evento veronese è da sempre una grande occasione per le famiglie e per tutti i giovani che hanno necessità di individuare e scegliere con consapevolezza il proprio percorso scolastico e il proprio futuro professionale.
Andiamo quindi a scoprire le novità di questa manifestazione che propone sempre un ricco programma di eventi, incontri e seminari di approfondimento.

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L’Italia deve investire sui propri giovani e lo sviluppo futuro del nostro Paese dipende dai livelli di qualificazione delle future generazioni. L’accesso e la permanenza dei giovani nei sistemi dell’università e dell’alta formazione non è da noi un fatto scontato: anzi, il rischio di abbandono è tra i più alti in Europa. Per questo motivo il MIUR ha promosso e finanziato alle Università le attività di orientamento e tutorato chiedendo al sistema di individuare azioni innovative e nuovi strumenti da mettere a disposizione degli studenti per prevenire e ridurre questa inarrestabile “emorragia”.
Su questo tema stanno lavorando molte università, in Italia e in Europa: alcune si sono consorziate nell’ambito del progetto “E-Tutoring” per capire come le nuove tecnologie e i moderni sistemi di apprendimento permanente possono contribuire a migliorare i servizi di orientamento e tutorato.

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Mentre procede l’iter di approvazione del Disegno di Legge sull’Educazione Civica, la proposta di dedicare 33 ore all’anno a questi temi sembra trovare ampio consenso dentro e fuori la scuola. Il bisogno di affrontare con gli studenti temi che hanno un diretto impatto sul loro futuro e sulla propria convivenza e partecipazione civile alla vita del Paese è una delle priorità della scuola.

Tra i temi proposti nel documento approvato alla Camera ci sono anche “attività per sostenere l'avvicinamento responsabile e consapevole degli studenti al mondo del lavoro”. Si tratta dei temi chiave del lavoro e della scelta professionale (richiamati esplicitamente negli articoli 1 e 4 della Costituzione), che potrebbero integrare nel curriculum un monte ore dedicato formalmente all’orientamento, per accompagnare gli studenti anno dopo anno non solo alla scelta, ma anche alla definizione di un proprio progetto di studio e di sviluppo professionale.

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Inizia con questa intervista un viaggio lungo la nostra Penisola per capire quali sono e come funzionano i sistemi di orientamento delle Regioni. L’orientamento rappresenta infatti una leva strategica nella lotta a fenomeni complessi con costi sociali molto elevati come la dispersione scolastica e universitaria, il fenomeno dei NEET e la disoccupazione lavorativa. Sempre più persone, nel corso della propria vita, hanno la necessità di orientarsi (nella scelta della scuola e dell’Università, nella scelta della professione da svolgere o nella decisione di diventare imprenditori) o di “riorientarsi” (durante la propria carriera, per scelta o per necessità). Per questo motivo i servizi di orientamento devono essere accessibili e forniti con continuità nel territorio, anche da enti diversi, ma all’interno di un “sistema regionale” che possa assicurare qualità dei servizi e professionalità adeguate a tutela delle persone che ne hanno bisogno e che hanno il diritto di poterne usufruire.
In Italia, non siamo all’anno zero e tutte le Regioni, in modi diversi, stanno affrontando questa sfida dell’orientamento, partendo dai progetti nelle scuole, dai servizi offerti dai Centri per l’Impiego e fino ad arrivare ad iniziative rivolte agli adulti nell’ambito della formazione permanente.

Il nostro “viaggio" alla scoperta di queste esperienze, inizia dal Piemonte, Regione che ha una lunga e ricca tradizione in questo ambito, incontrando la dottoressa Raffaella Nervi, referente regionale per l’orientamento e coordinatrice del progetto regionale OBIETTIVO ORIENTAMENTO PIEMONTE, caratterizzato da uno specifico “traguardo strategico condiviso: fare sistema, ma soprattutto essere un sistema, nell’ottica di trasferire omogeneamente su tutti i territori competenze, innovazione, opportunità.”

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Uno degli elementi cruciali per il buon funzionamento del Reddito di Cittadinanza sarà sicuramente la capacità dei Centri per l’Impiego di offrire servizi in grado di “riattivare” le persone che beneficiano del sussidio, attraverso i servizi di orientamento specialistico come la consulenza di orientamento e il percorso di “bilancio delle competenze”.

Il programma del Reddito di Cittadinanza prevede infatti che i beneficiari si rivolgano ai Centri per l’Impiego per la stipula del “Patto per il Lavoro”, un accordo formale tra la persona ed il servizio pubblico, che impegna entrambi in un programma di attività con l’obiettivo di inserire la persona nel mondo del lavoro. Per molte persone ovviamente ci sarà prima di tutto da definire "quale lavoro" sono in grado di fare (e sono motivate a svolgere): ma attraverso quali tipologie di consulenza i Centri per l'Impiego possono aiutare le persone a rispondere a questa domanda cruciale?

Vediamo quindi cosa sono i servizi di orientamento e quali sono le finalità e gli strumenti di queste attività di consulenza così importanti per chi cerca lavoro.

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Gli Open Day sono eventi di orientamento che consentono agli studenti di conoscere l'offerta universitaria (e non solo) e di definire meglio i propri obiettivi di studio e di carriera. Il 9 e il 10 aprile a Potenza e il 12 aprile 2019 a Materia, gli studenti potranno partecipare agli Open Day Unibas 2019, con la presentazione dei percorsi formativi e dei servizi offerti dall'Università della Basilicata. La novità per gli studenti è la presenza anche dell'Agenzia Regionale Lavoro e Apprendimento della Basilicata (ARLAB) con un proprio stand e con la possibilità per tutti gli studenti di utilizzare sul proprio smartphone, in tempo reale, il software per l'orientamento SORPRENDO che li aiuterà a comprendere gli sbocchi professionali di ogni percorso di studio e di confrontarli con le proprie caratteristiche personali e aspirazioni professionali.

Gli studenti potranno anche avere assistenza e supporto da parte del team di orientamento di ARLAB sia nelle due giornate di Potenza, sia durante l'evento in programma a Matera. Qui di seguito i dettagli dell'iniziativa.

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Il fenomeno della dispersione universitaria in Italia ha raggiunto ormai da tempo livelli preoccupanti con costi sociali ed economici enormi per il nostro Paese. Nell'ultimo dossier sulla dispersione curato da TuttoScuola, si stima un tasso del 50% a fronte di un altro dato tristemente noto anch'esso da anni: l’incidenza dei laureati resta in Italia tra le più basse nell’Unione europea. Quali sono le misure che l'Università può mettere in campo per invertire questo trend negativo e con quali risorse?

Il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, consapevole dell'importante ruolo che giocano gli Atenei in questa sfida, ha avviato una misura stabile che prende il nome di Piani di Orientamento e Tutorato (POT). Tali POT hanno una dote di 5 milioni di euro l'anno e sono finalizzati a sostenere i giovani diplomati nelle scelte universitarie e nella gestione dei primi anni di studio. Recentemente sono state finanziate le attività da realizzare entro il 2019.

Vediamo insieme le caratteristiche di tale misura e le azioni che si possono mettere in campo.

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