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Anita Montagna

Anita Montagna

Come prevenire gli abbandoni scolastici sin dai primi anni di scuola? Come aiutare gli studenti a sviluppare a pieno il proprio potenziale? Come contrastare gli stereotipi sui percorsi di studio e le figure professionali?

Queste le domande da cui parte il nuovo progetto JOBLAND, un progetto europeo volto a costruire una cultura dell'orientamento già a partire dalla scuola primaria. Il progetto punta a fornire risorse educative per aiutare gli insegnanti, in Italia e in Europa, a progettare e realizzare in classe attività di orientamento per gli alunni più piccoli,  fin dai primi anni di scuola.

Il progetto JOBLAND, promosso dal Centro Educativo della Città di Bucarest in Romania (CMBRAE), inizia, dunque, con una ricerca azione che prevede una riflessione collettiva per innescare, attraverso il coinvolgimento diretto degli insegnanti, un processo di innovazione sociale e culturale e per definire insieme i bisogni e i termini con cui parlare di orientamento nei primi anni di scuola.

In questa fase, è possibile aderire al progetto e presentare le proprie idee ed esperienze attraverso la partecipazione ai focus group online. Ecco qui di seguito, in pochi semplici passi, come le scuole possono partecipare.

Se, da una parte, è nei principali momenti di transizione scolastica che l’orientamento diventa protagonista, d’altra parte è oramai chiaro che pensare all’orientamento solo in procinto delle grandi scelte di studio e lavoro è più che limitativo. Le persone sono chiamate ad affrontare scelte sempre più rapide e complesse, che determineranno l'esito poi del proprio percorso di vita, di lavoro, di studio. L'orientamento diventa un sostegno fondamentale e deve iniziare dalla scuola, già dai primi gradi del sistema educativo nazionale.

Nel mondo europeo, l'orientamento oggi è definito "career development" e "career learning", ossia si parla della capacità di definire e costruire un percorso di sviluppo di carriera, di un processo di apprendimento di quelle competenze utili per gestire le proprie scelte di studio e poi di lavoro.

Ecco perchè è fondamentale iniziare l'orientamento già nella scuola primaria, formando gli insegnanti e fornendo loro modelli e materiali pedagogici pensati e realizzati per questa specifica finalità educativa.

Anche quest’anno torna a Genova il Salone ‘Orientamenti’, organizzato da ALFA Liguria e Fiera di Genova dal 13 al 15 novembre 2018. L'evento, promosso dalla Regione Liguria e del MIUR, ha una rilevanza nazionale, grazie anche al convengno sul sistema dell'orientamento nella scuola, che vedrà la partecipazione del Ministro Bussetti e dei rappresentanti delle Regioni.

Nell'ambito della manifestazione, tutti gli studenti potranno usufrire del nuovo software SORPRENDO REVOLUTION, la piattaforma on line che aiuta a conoscere e scegliere il proprio percorso di studio e lavoro. Esperti e consulenti di orientamento saranno a disposizione dei docenti e degli studenti nell'area Accoglienza, per conoscere questo innovativo strumento di orientamento.

Inoltre, mercoledì 14 novembre 2018 dalle ore 14.00 alle ore 15.30, in Sala Libeccio, si terrà il seminario: “Verso un sistema di Orientamento per la scuola del futuro: SORPRENDO REVOLUTION”, un importante appuntamento per i docenti della scuola e per chi si occupa di orientamento per comprendere le potenzialità di questo strumento digitale all'interno del sistema di orientamento della scuola moderna.

 

La consulenza di carriera è un servizio che aiuta le persone a pianificare e gestire il proprio percorso di sviluppo professionale. Di fronte ad un mercato del lavoro sempre più dinamico e complesso, questo tipo di servizi possono diventare molto utili sia per chi cerca lavoro, sia per chi desidera migliorare la propria situazione lavorativa.

Ma chi si rivolge oggi a un consulente di carriera? Quali sono le competenze e la mission di questa figura professionale in un mondo in continuo cambiamento e segnato dalle innovazioni digitali? Dove può essere fornito questo tipo di servizio?

Questi sono i quesiti che animano il convegno intitolato "Evoluzione della consulenza di carriera in un mondo che cambia"  che si terrà sabato 17 novembre a Milano presso la sede dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, in via Carducci 30.

 

Garantire pari opportunità e il diritto ad una cittadinanza attiva sono obiettivi fondamentali per la società tutta e anche l’agricoltura può diventare campo fertile per coltivare un nuovo modello di welfare inclusivo.

Su questi temi, è in calendario il convegno “Agricoltura sociale: un laboratorio per l’inclusione sociale per le persone con disabilità” che si terrà a Roma il 30 ottobre 2018 presso l’Auditorium dell’INAPP, in Corso d’Italia, 33/34.

Cosa accadrà al mondo del lavoro nei prossimi anni? Automi e dispositivi tecnologici ci ruberanno il lavoro? Quali professioni sono destinate a scomparire nel prossimo futuro? Sono domande sempre più comuni per chi si accinge a entrare nel mondo del lavoro e per chi opera in prima linea nell’orientamento. 

Gli effetti di automazione e digitalizzazione sul lavoro sono da anni oggetto di studio e decine di ricerche stanno provando a delineare gli scenari lavorativi futuri con previsioni più o meno catastrofiche.

Nonostante queste ricerche presentino prospettive e scenari molto diversi, un elemento sembra inconfutabile: il cambiamento è impressionante e i primi risultati di questa rivoluzione tecnologica sono già visibili. Man mano che le innovazioni tecnologiche spostano le frontiere tra lavoro umano e lavoro fatto da macchine e algoritmi, il mondo del lavoro cambia radicalmente e rapidamente.

A settembre prenderà il via la nuova Istruzione Professionale e le novità sono davvero molte. Gli istituti professionali in Italia sono circa 2.000 e contano 420.000 iscritti. Negli ultimi anni il tasso di iscrizione ai professionali è diminuito arrivando al 14% nel 2017 e qualche mese fa la Fondazione Agnelli ha denunciato la difficile sorte dei diplomati professionali che, nei primi due anni dopo il diploma, trovano lavoro solo nel 42% dei casi. Per questo una riorganizzazione di questo tipo di scuole, in grado di valorizzare modalità diverse di apprendimento, era da tempo auspicata.

La struttura dei nuovi percorsi è centrata sulla personalizzazione del percorso di apprendimento per ogni studente e si basa sulla definizione e aggiornamento periodico di un Progetto Formativo Individuale (PFI). Il PFI ha come obiettivo quello di evidenziare i saperi e le competenze acquisiti dagli studenti in modo sia formale (a scuola) che informale (nella molteplici attività di laboratorio e di alternanza) e di rilevare potenzialità e carenze al fine di motivare e orientare gli studenti nel definire il proprio percorso formativo e professionale, in base alle caratteristiche dello studente e ai bisogni del contesto professionale di riferimento.

La grande sfida per le scuole è legata alla capacità di stimolare in ogni studente l'acquisizione di quelle competenze orientative (Career Management Skills, CMS) utili per gestire autonomamente e consapevolmente le proprie scelte di studio e di lavoro. Il Progetto Formativo Individuale diventa quindi uno strumento fondamentale nella progettazione e nella valutazione delle attività didattiche. Serve quindi un forte aggancio alle metodologie di orientamento, per riuscire a costruire un PFI adatto alle caratteristiche soggettive di ogni singolo studente. Ecco perchè l'utilizzo del modello delle CMS nella gestione del PFI può rappresentare la strategia più efficace per le scuole che si trovano di fronte ad una struttura didattica e organizzativa profondamente diversa rispetto al passato. Ma vediamo in dettaglio cosa cambia...

Quali sono le nuove esigenze di orientamento in Europa? Quali modelli e strumenti sono oggi disponibili per rispondere ai nuovi bisogni di orientamento delle persone? Quale sarà il ruolo della scuola e dei sistemi locali di orientamento? Questi i temi cardine della conferenza internazionale in programma il 20 settembre 2018 presso la splendida cornice della Mole Vanvitelliana di Ancona. Un appuntamento per esplorare il futuro dell'orientamento e condividere nuovi modelli, comprendere le potenzialità delle risorse digitali e degli strumenti del web.

Il Meeting di Rimini per l’amicizia fra i popoli conferma anche quest'anno l'attenzione al tema del lavoro e promuove la riflessione sui nuovi scenari socio-economici dal punto di vista dei giovani. Un padiglione di seimila metri quadrati, denominato Mesharea, è dedicato a questo tema e ospiterà i principali attori del mondo del lavoro, con incontri, dibattiti e soprattuto seminari e laboratori per i giovani sulla ricerca del lavoro, le nuove professioni, i servizi per il lavoro, l’orientamento e l’industria 4.0.
Sempre sullo stesso tema, ad arricchire la programmazione del Meeting, per la prima volta sarà presente anche l’assessorato alla Formazione, Istruzione e Lavoro della Regione Marche che parteciperà all’evento con uno stand regionale per condividere esperienze e eccellenze del territorio marchigiano. I giovani potranno anche accedere a seminari e laboratori di orientamento condotti da un team di esperti e utilizzare il software per l'orientamento SORPRENDO.

E’ una società tutt’altro che "liquida" quella che emerge da una serie di nuovi dati pubblicati nelle ultime settimane. Se da una parte la parola chiave di questi tempi è “cambiamento”, che sia politico, culturale o economico, dall’altra il nuovo report dell’Ocse ci racconta che in Italia cambiare posizione sulla scala sociale è tutt’altro che facile. Siamo in un paese cristallizzato in gruppi sociali rigidi e la possibilità di scrivere un futuro diverso da quello dei propri genitori sembra un'impresa tutt’altro che facile. La mobilità sociale rappresenta il diritto di poter scegliere un lavoro in base alle proprie capacità e caratteristiche: si tratta di un valore garantito dalla nostra Costituzione (Articolo 4) e, nei fatti, dovrebbe essere promossa dalla scuola, in primis, e da un sistema diffuso e qualificato di orientamento che aiuti ogni cittadino a individuare le migliori opportunità per valorizzare le proprie capacità e i propri talenti. Ma è davvero così? 

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