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L’Italia deve investire sui propri giovani e lo sviluppo futuro del nostro Paese dipende dai livelli di qualificazione delle future generazioni. L’accesso e la permanenza dei giovani nei sistemi dell’università e dell’alta formazione non è da noi un fatto scontato: anzi, il rischio di abbandono è tra i più alti in Europa. Per questo motivo il MIUR ha promosso e finanziato alle Università le attività di orientamento e tutorato chiedendo al sistema di individuare azioni innovative e nuovi strumenti da mettere a disposizione degli studenti per prevenire e ridurre questa inarrestabile “emorragia”.
Su questo tema stanno lavorando molte università, in Italia e in Europa: alcune si sono consorziate nell’ambito del progetto “E-Tutoring” per capire come le nuove tecnologie e i moderni sistemi di apprendimento permanente possono contribuire a migliorare i servizi di orientamento e tutorato.

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I tassi inaccettabili della dispersione scolastica, accanto ai numeri enormi che del grave fenomeno del “disimpegno di massa” dei giovani NEET dallo studio e dal lavoro, rappresentano una delle sfide più grandi e più urgenti che il nostro Paese dovrà affrontare nei prossimi anni. Come possiamo prevenire gli abbandoni e le situazioni di disorientamento e insuccesso delle future generazioni? Le raccomandazioni europee e le Linee Guida Nazionali sull’Orientamento Permanente sottolineano l’esigenza di anticipare quanto più possibile le attività di orientamento, come accade in altri Paesi Europei, dove il “career learning” inizia già nella scuola primaria.
Nelle scuole primarie esistono già numerose iniziative e sperimentazioni in questo ambito, ma mancano ancora modelli pedagogici condivisi e strumenti educativi utili a gestire le attività didattiche. L’Università di Firenze, nell’ambito del progetto internazionale Jobland ha appena avviato una indagine nazionale per raccogliere le esperienze dei docenti e per condividere le migliori pratiche. Ecco come le scuole possono partecipare.

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In un contesto di crescente diversità, la scuola ha un ruolo cruciale per promuovere l’integrazione. Le competenze per una scuola inclusiva sono, infatti, una delle priorità del piano di formazione docenti 2016-2019 per supportare i docenti nel coraggioso compito di preparare gli studenti di qualsiasi background etnico e origine alla costruzione del proprio futuro. Se competenze linguistiche e interculturali sono spesso al centro dell’attenzione, d’altra parte, sempre più studi ci confermano che l’orientamento rappresenta uno strumento strategico per promuovere integrazione e per offrire le condizioni affinché tutti gli studenti possano sviluppare appieno il proprio potenziale. Vediamo assieme quali sono le principali sfide che i sistemi educativi dovranno affrontare.

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Come prevenire gli abbandoni scolastici sin dai primi anni di scuola? Come aiutare gli studenti a sviluppare a pieno il proprio potenziale? Come contrastare gli stereotipi sui percorsi di studio e le figure professionali?

Queste le domande da cui parte il nuovo progetto JOBLAND, un progetto europeo volto a costruire una cultura dell'orientamento già a partire dalla scuola primaria. Il progetto punta a fornire risorse educative per aiutare gli insegnanti, in Italia e in Europa, a progettare e realizzare in classe attività di orientamento per gli alunni più piccoli,  fin dai primi anni di scuola.

Il progetto JOBLAND, promosso dal Centro Educativo della Città di Bucarest in Romania (CMBRAE), inizia, dunque, con una ricerca azione che prevede una riflessione collettiva per innescare, attraverso il coinvolgimento diretto degli insegnanti, un processo di innovazione sociale e culturale e per definire insieme i bisogni e i termini con cui parlare di orientamento nei primi anni di scuola.

In questa fase, è possibile aderire al progetto e presentare le proprie idee ed esperienze attraverso la partecipazione ai focus group online. Ecco qui di seguito, in pochi semplici passi, come le scuole possono partecipare.

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Se, da una parte, è nei principali momenti di transizione scolastica che l’orientamento diventa protagonista, d’altra parte è oramai chiaro che pensare all’orientamento solo in procinto delle grandi scelte di studio e lavoro è più che limitativo. Le persone sono chiamate ad affrontare scelte sempre più rapide e complesse, che determineranno l'esito poi del proprio percorso di vita, di lavoro, di studio. L'orientamento diventa un sostegno fondamentale e deve iniziare dalla scuola, già dai primi gradi del sistema educativo nazionale.

Nel mondo europeo, l'orientamento oggi è definito "career development" e "career learning", ossia si parla della capacità di definire e costruire un percorso di sviluppo di carriera, di un processo di apprendimento di quelle competenze utili per gestire le proprie scelte di studio e poi di lavoro.

Ecco perchè è fondamentale iniziare l'orientamento già nella scuola primaria, formando gli insegnanti e fornendo loro modelli e materiali pedagogici pensati e realizzati per questa specifica finalità educativa.

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Quali sono le nuove esigenze di orientamento in Europa? Quali modelli e strumenti sono oggi disponibili per rispondere ai nuovi bisogni di orientamento delle persone? Quale sarà il ruolo della scuola e dei sistemi locali di orientamento? Questi i temi cardine della conferenza internazionale in programma il 20 settembre 2018 presso la splendida cornice della Mole Vanvitelliana di Ancona. Un appuntamento per esplorare il futuro dell'orientamento e condividere nuovi modelli, comprendere le potenzialità delle risorse digitali e degli strumenti del web.

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L’orientamento lungo tutto l’arco della vita è una funzione cardine dei moderni sistemi di educazione e di apprendimento permanente e rappresenta l’anello centrale delle politiche per l’occupazione. L’esigenza di ridefinire sempre più frequentemente i propri obiettivi professionali fa infatti emergere nelle persone il bisogno di poter contare su servizi qualificati di consulenza e strumenti di analisi sempre più efficaci e accessibili. L’iniziativa del CEDEFOP, l’Agenzia Europea per la Formazione Professionale, si chiama CareersNet e punta proprio a promuovere l’analisi dei sistemi nazionali di orientamento per migliorare i servizi e gli strumenti a disposizione dei cittadini europei.

CareersNet è un network di esperti creato dal CEDEFOP per raccogliere informazioni comparabili e affidabili sui sistemi nazionali di orientamento in tutti i Paesi Europei. Le rapide trasformazioni del mondo del lavoro e delle professioni richiedono un costante sviluppo dei servizi e dei modelli di orientamento che devono essere accessibili a tutti i cittadini per tutto l’arco della vita e devono poter disporre di metodologie e di risorse tecnologiche e basi informative adeguate.

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In un mondo in continuo cambiamento, l’orientamento è chiamato a innovarsi per poter supportare con successo i giovani nella costruzione del proprio percorso di sviluppo. In questo scenario sempre più complesso e segnato dalle innovazioni tecnologiche, emergono nuove esigenze di orientamento e la necessità di definire nuovi modelli e strumenti per aiutare le persone, ora e in futuro, a prendere decisioni nello studio e nel lavoro e ripensare giorno per giorno le proprie strategie di sviluppo professionale.

Su questo tema, si svolgerà ad Ancona il 20 settembre 2018 la conferenza internazionale dedicata proprio al futuro dell'orientamento, per esplorare nuove modalità per aiutare studenti, giovani, ma anche adulti, a progettare il proprio percorso di crescita nello studio e nel mondo del lavoro. La conferenza è promossa e organizzata nell'ambito del progetto MyFuture dalla Regione Marche, dall'Università di Camerino e dal Centro Studi Pluriversum di Siena e si svolgerà all'interno della splendida cornice della Mole Vanvitelliana.

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Quando parliamo di orientamento, l’attenzione va subito agli adolescenti e ai giovani impegnati nelle scelte della scuola secondaria e dell'università. L’orientamento non è però dominio esclusivo degli ultimi cicli di istruzione scolastica e, a livello internazionale, sta emergendo sempre più chiaramente il bisogno di stimolare e fornire a tutti i bambini, sin dalla tenera età, tutte quelle capacità che saranno poi utili per affrontare con successo il proprio percorso scolastico e professionale. Esistono infatti numerose esperienze di orientamento realizzate già a partire dalla scuola primaria.

I percorsi di orientamento precoce si fondano sull’insegnamento delle competenze di orientamento (che in Europa sono definite Career Management Skills), attraverso percorsi di didattica laboratoriale e orientativa. Oltre a stimolare l'apprendimento di competenze fondamentali per esplorare le proprie propensioni e per orientarsi con successo in una società sempre più complessa e dinamica, l’orientamento precoce ha come finalità quella di incrementare il senso di appartenenza dei bambini al sistema scolastico e di favorire la comprensione dell’utilità dei percorsi formativi per i propri obiettivi professionali futuri.

La Regione Friuli Venezia Giulia ha già avviato e sostenuto una serie di iniziative in questo campo, che saranno presentate il 23 Febbraio 2018 nell'ambito del convegno in programma a Pordenone, promosso dalle scuole che hanno partecipato al progetto Europeo "I know what I want to be".

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Con l’orientamento siamo tutti in campo. Ogni anno scuole, famiglie e sistemi territoriali si trovano a investire energie e risorse per accompagnare i ragazzi nella costruzione del proprio futuro. Le iniziative sono tante e variegate ma, nonostante il grande impegno, spesso abbiamo difficoltà a comprendere quanti e quali benefici produca un intervento di orientamento. 

Per rispondere a questa esigenza, è stato pensato e avviato il progetto internazionale KeyWay, con la partecipazione di enti pubblici e privati e centri di ricerca nell'ambito dell'orientamento. Nella prima fase del progetto è stata elaborata una mappa di indicatori utili per rilevare l'impatto che un servizio o un sistema territoriale di orientamento produce su vari livelli che vanno dalla singola persona alla società in generale.

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