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Mentre procede l’iter di approvazione del Disegno di Legge sull’Educazione Civica, la proposta di dedicare 33 ore all’anno a questi temi sembra trovare ampio consenso dentro e fuori la scuola. Il bisogno di affrontare con gli studenti temi che hanno un diretto impatto sul loro futuro e sulla propria convivenza e partecipazione civile alla vita del Paese è una delle priorità della scuola.

Tra i temi proposti nel documento approvato alla Camera ci sono anche “attività per sostenere l'avvicinamento responsabile e consapevole degli studenti al mondo del lavoro”. Si tratta dei temi chiave del lavoro e della scelta professionale (richiamati esplicitamente negli articoli 1 e 4 della Costituzione), che potrebbero integrare nel curriculum un monte ore dedicato formalmente all’orientamento, per accompagnare gli studenti anno dopo anno non solo alla scelta, ma anche alla definizione di un proprio progetto di studio e di sviluppo professionale.

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Inizia con questa intervista un viaggio lungo la nostra Penisola per capire quali sono e come funzionano i sistemi di orientamento delle Regioni. L’orientamento rappresenta infatti una leva strategica nella lotta a fenomeni complessi con costi sociali molto elevati come la dispersione scolastica e universitaria, il fenomeno dei NEET e la disoccupazione lavorativa. Sempre più persone, nel corso della propria vita, hanno la necessità di orientarsi (nella scelta della scuola e dell’Università, nella scelta della professione da svolgere o nella decisione di diventare imprenditori) o di “riorientarsi” (durante la propria carriera, per scelta o per necessità). Per questo motivo i servizi di orientamento devono essere accessibili e forniti con continuità nel territorio, anche da enti diversi, ma all’interno di un “sistema regionale” che possa assicurare qualità dei servizi e professionalità adeguate a tutela delle persone che ne hanno bisogno e che hanno il diritto di poterne usufruire.
In Italia, non siamo all’anno zero e tutte le Regioni, in modi diversi, stanno affrontando questa sfida dell’orientamento, partendo dai progetti nelle scuole, dai servizi offerti dai Centri per l’Impiego e fino ad arrivare ad iniziative rivolte agli adulti nell’ambito della formazione permanente.

Il nostro “viaggio" alla scoperta di queste esperienze, inizia dal Piemonte, Regione che ha una lunga e ricca tradizione in questo ambito, incontrando la dottoressa Raffaella Nervi, referente regionale per l’orientamento e coordinatrice del progetto regionale OBIETTIVO ORIENTAMENTO PIEMONTE, caratterizzato da uno specifico “traguardo strategico condiviso: fare sistema, ma soprattutto essere un sistema, nell’ottica di trasferire omogeneamente su tutti i territori competenze, innovazione, opportunità.”

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Uno degli elementi cruciali per il buon funzionamento del Reddito di Cittadinanza sarà sicuramente la capacità dei Centri per l’Impiego di offrire servizi in grado di “riattivare” le persone che beneficiano del sussidio, attraverso i servizi di orientamento specialistico come la consulenza di orientamento e il percorso di “bilancio delle competenze”.

Il programma del Reddito di Cittadinanza prevede infatti che i beneficiari si rivolgano ai Centri per l’Impiego per la stipula del “Patto per il Lavoro”, un accordo formale tra la persona ed il servizio pubblico, che impegna entrambi in un programma di attività con l’obiettivo di inserire la persona nel mondo del lavoro. Per molte persone ovviamente ci sarà prima di tutto da definire "quale lavoro" sono in grado di fare (e sono motivate a svolgere): ma attraverso quali tipologie di consulenza i Centri per l'Impiego possono aiutare le persone a rispondere a questa domanda cruciale?

Vediamo quindi cosa sono i servizi di orientamento e quali sono le finalità e gli strumenti di queste attività di consulenza così importanti per chi cerca lavoro.

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Gli Open Day sono eventi di orientamento che consentono agli studenti di conoscere l'offerta universitaria (e non solo) e di definire meglio i propri obiettivi di studio e di carriera. Il 9 e il 10 aprile a Potenza e il 12 aprile 2019 a Materia, gli studenti potranno partecipare agli Open Day Unibas 2019, con la presentazione dei percorsi formativi e dei servizi offerti dall'Università della Basilicata. La novità per gli studenti è la presenza anche dell'Agenzia Regionale Lavoro e Apprendimento della Basilicata (ARLAB) con un proprio stand e con la possibilità per tutti gli studenti di utilizzare sul proprio smartphone, in tempo reale, il software per l'orientamento SORPRENDO che li aiuterà a comprendere gli sbocchi professionali di ogni percorso di studio e di confrontarli con le proprie caratteristiche personali e aspirazioni professionali.

Gli studenti potranno anche avere assistenza e supporto da parte del team di orientamento di ARLAB sia nelle due giornate di Potenza, sia durante l'evento in programma a Matera. Qui di seguito i dettagli dell'iniziativa.

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Il fenomeno della dispersione universitaria in Italia ha raggiunto ormai da tempo livelli preoccupanti con costi sociali ed economici enormi per il nostro Paese. Nell'ultimo dossier sulla dispersione curato da TuttoScuola, si stima un tasso del 50% a fronte di un altro dato tristemente noto anch'esso da anni: l’incidenza dei laureati resta in Italia tra le più basse nell’Unione europea. Quali sono le misure che l'Università può mettere in campo per invertire questo trend negativo e con quali risorse?

Il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, consapevole dell'importante ruolo che giocano gli Atenei in questa sfida, ha avviato una misura stabile che prende il nome di Piani di Orientamento e Tutorato (POT). Tali POT hanno una dote di 5 milioni di euro l'anno e sono finalizzati a sostenere i giovani diplomati nelle scelte universitarie e nella gestione dei primi anni di studio. Recentemente sono state finanziate le attività da realizzare entro il 2019.

Vediamo insieme le caratteristiche di tale misura e le azioni che si possono mettere in campo.

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Pochi iscritti, tanti dispersi, pochi laureati in materie scientifiche. Questa la fotografia del mondo universitario italiano che emerge dagli ultimi report nazionali e internazionali. L’Italia registra appena il 26% di laureati tra i 25 e i 34 anni (contro il 40% in Europa) e un tasso di dispersione universitaria che raggiunge il 40% degli studenti iscritti con costi sociali ed economici enormi per il nostro Paese.

La necessità di un maggiore impegno degli atenei a sostenere i giovani diplomati nelle scelte universitarie e nella gestione dei primi anni di studio è chiara e confermata anche dalle iniziative del Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca che finanzia i nuovi Piani di Orientamento e Tutorato (POT).

Vediamo insieme le attività definite dalle linee guida del MIUR e le loro possibili applicazioni.

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Come cambierà il mondo del lavoro nel prossimo futuro? Assisteremo alla nascita di nuove professioni? Spariranno o evolveranno le attività più tradizionali? Quali saranno le competenze da acquisire?

Sono queste le domande più diffuse attorno alle quali si alternano previsioni disastrose e scenari più ottimisti. Il cambiamento che sta subendo il mondo del lavoro resta tra i temi più dibattuti non solo per chi è in cerca di un impiego, ma anche per chi si occupa di orientamento.
Immaginare come sarà il mondo del lavoro in un futuro relativamente prossimo è difficile proprio per la velocità delle trasformazioni in atto.
Ecco alcuni trend che stanno emergendo.

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Mercoledì, 19 Dicembre 2018 09:42

Buon 2019... Sarà l'anno dell'orientamento?

Nell'anno che sta per chiudersi, il tema dell'orientamento è stato spesso al centro del dibattito pubblico e di importanti iniziative istituzionali. L'orientamento è infatti la funzione chiave delle politiche attive del lavoro e quindi anche del nuovo reddito di cittadinanza che dovrebbe "riattivare e riorientare" una fetta consistente della popolazione. Anche il Ministero del Lavoro sembra aver finalmente consapevolezza che l'efficacia dei Centri per l'Impiego è strettamente legata proprio alla capacità di fornire alle persone una qualificata consulenza di orientamento e personalizzare quindi le politiche "attive" per avvicinare gli utenti dei servizi a coerenti percorsi di formazione e a opportunità di lavoro e tirocinio compatibili con le proprie caratteristiche.

Anche nel mondo della scuola (in particolare con i PON) e nell'alta formazione (Università e ITS) l'importanza strategica dell'orientamento è emersa per contrastare fenomeni sempre più preoccupanti, quali la dispersione e il disimpegno dalla formazione e dalla ricerca di lavoro (i cosidetti NEET). Sul tema dell'orientamento si stanno muovendo anche le Regioni, coordinate dalla Toscana, con iniziative ed eventi, ma anche con la produzione di linee guide, standard di qualità e documenti tecnici condivisi in sede di Conferenza Unificata. Senza sistemi locali di orientamento efficaci, il rischio che iniziative e investimenti nel campo della formazione, dell'inclusione e dell'occupazione non riescano a intercettare i bisogni delle persone è molto alto.

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L'autunno è la "stagione dell'orientamento" e anche quest'anno, da ottobre a dicembre, il programma dei saloni e degli eventi è stato ricco e intenso, con una sempre più alta partecipazione di studenti e persone in cerca di nuove idee e opportunità. Anche per i docenti e per gli orientatori i saloni rappresentano sempre occasioni di aggiornamento e di confronto. Dai grandi saloni nazionali e regionali, come DIDACTA a Firenze (18-20 ottobre), ORIENTAMENTI - Salone della formazione, dell'orientamento e del lavoro a Genova (13-15 novembre), JOB&Orienta a Verona (29 novembre - 1 dicembre), ORIENTAMARCHE ad Ancona (12 - 14 dicembre), agli eventi più mirati a specifici temi come STA-GE - Stati generali dei Giovani per l'Istruzione, la Formazione e il Lavoro a Perugia (27 e 28 novembre) o con un forte approccio partecipativo e laboratoriale come BANCHI DI PROVA a Senigallia (02 dicembre), queste manifestazioni posso rappresentare delle vere e proprie "esperienze attive di orientamento" per gli studenti, se affiancate da adeguate attività di preparazione e di riflessione a posteriori sulle informazioni raccolte e sul proprio percorso di orientamento e di scelta.

Vediamo insieme come questi eventi possono inserirsi in un vero e proprio programma di orientamento per gli studenti.

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Termina quest’anno iI primo triennio di validità del Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF). Secondo la procedura indicata nella Legge 107/2015 e la novità introdotta dal Miur con nota n. 17832 del 16 ottobre 2018,  la compilazione del PTOF da parte del Consiglio di Istituto va terminata entro la data di apertura delle iscrizioni alle scuole per l'anno scolastico 2019/2020. Il PTOF che si andrà ad elaborare nell’anno scolastico 2018/19, riguarda il triennio 2019-2022.

Vediamo insieme come utilizzare questa opportunità per valorizzare e qualificare nel PTOF il 'Piano per l'orientamento' così come previsto dalle 'Linee guida Nazionali per l'Orientamento Permanente' (MIUR, 2014).

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