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Scritto da  Anita Montagna Giovedì, 23 Novembre 2017 08:25

L'orientamento all'interno di una strategia globale e integrata contro la dispersione scolastica. In evidenza

La dispersione scolastica, nonostante la diminuzione degli ultimi anni, è un fenomeno che interessa il 13,8% degli studenti italiani e costituisce ancora un grave problema per il nostro Paese.

Su questo tema, è appena uscito sulla rivista RicercAzione l'articolo “Per una strategia globale e integrata contro la dispersione scolastica”, firmato da Speranzina Ferraro e Gabriella Burba. L'esigenza di una strategia nazionale per prevenire la dispersione scolastica è da troppo tempo una priorità per il nostro Paese. L’articolo presenta una riflessione sulla complessità della dispersione scolastica nel contesto italiano e offre un piano di possibili misure strategiche integrate per far fronte al fenomeno. Tra queste misure, le autrici sottolineano il ruolo fondamentale dell’orientamento.

La dispersione scolastica è un fenomeno complesso che nasce da un intreccio di fattori, interni ed esterni alla scuola. Il problema coinvolge tutta la comunità educativa del territorio e ha ricadute sul percorso del singolo studente e sull’intero sistema socio-economico.

Di fronte a questo fenomeno multidimensionale, Speranzina Ferraro, già responsabile nazionale del MIUR per l'orientamento, e Gabriella Burba, esperta di orientamento e di didattica per competenze, sottolineano la necessità di interventi finalizzati a sostenere la motivazione di ogni studente e a far sì che lo studente sia in grado di affrontare con successo i processi di scelta in momenti di transizione. E’, infatti, proprio negli anni successivi alla difficile scelta del ciclo secondario che si concentra il più grande rischio di dispersione.

Dunque, l’orientamento diventa una strategia essenziale contro il fenomeno di dispersione. Perché sia efficace, l’orientamento deve però essere di qualità, permanente e non esclusivamente circoscritto ai momenti di transizione. L’orientamento, continuano le autrici, deve essere formativo piuttosto che meramente informativo e ha il compito di promuovere lo sviluppo delle Career Management Skills, quell’insieme di competenze che permettono “modalità strutturate per raccogliere, analizzare, sintetizzare e organizzare informazioni su se stessi, sull’istruzione e sul lavoro, nonché le capacità di prendere e attuare le decisioni e le transizioni”.

Questo tipo di interventi orientativi, insieme a una scuola aperta al mondo reale e alla creazione di continuità nel percorso formativo formano i tre pilastri per un intervento di prevenzione efficace.  Perché funzioni, il piano di azione deve, però, essere unitario e condiviso e necessita di una concreta sinergia tra tutti gli attori che ruotano intorno ai giovani.

Le autrici ci ricordano, infatti, che la dispersione non è un problema solo della scuola, ma dell’intera comunità educante che deve garantire la presa in carico dell’alunno nel corso di tutto l’iter formativo, dalla scuola al mondo del lavoro. In questo difficile processo, scrivono le autrici, l’orientamento ha una missione specifica in quanto aiuta gli studenti a dare senso e unitarietà al proprio percorso scolastico e professionale e offre strumenti per tessere con successo il proprio progetto personale in una società complessa e in continua evoluzione. 

L’articolo offre inoltre una serie di proposte e riferimenti per rendere la strategia integrata contro la dispersione più operativa ed efficace. Riferimenti: Rivista RicercAzione Iprase.

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