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Eleonora Durighello

Eleonora Durighello

Le fiere ed i saloni dell'orientamento sono grandi manifestazioni che servono per informare gli studenti e le famiglie sulle opportunità di studio e di lavoro. Nel caso di JOB&ORIENTA, la tradizionale fiera in programma a Verona dal 30 novembre al 2 dicembre 2017, l'evento offre anche un ricco programma di iniziative, workshop, seminari e opportunità di formazione continua per i docenti e gli operatori di orientamento.

A JOB&ORIENTA 2017 conferenze e seminari di approfondimento saranno dedicati a tematiche di grande interesse come l'Alternanza Scuola Lavoro, gli sviluppi dell'offerta degli Istituti Tecnici Superiori e le principali metodologie e tecnologie della didattica 3.0. Per i docenti partecipanti ci sarà anche la possibilità di ottenere crediti formativi dagli enti accreditati titolari delle singole proposte, e sarà l’occasione di incontrare esperti, responsabili e operatori presso lo stand di ciascun ente. Anche SORPRENDO sarà presente con diverse iniziative che vi presentiamo nel dettaglio.

Quale sarà il futuro dei servizi di orientamento? Quali bisogni di orientamento esprimono gli studenti? Che tipo di risposte può offrire la scuola? Con quali strumenti? Questi sono stati i temi principali della conferenza internazionale “Building My Future. New Perspectives on Career Guidance in Europe” organizzata dall'Università di Malta, nell'ambito del progetto europeo MyFuture, promosso dall'Università di Camerino e dalla Regione Marche.

Focus principale della conferenza è stato il confronto sul tema della qualità nei servizi di orientamento all'interno delle scuole e sui modelli di collaborazione a livello territoriale. I primi risultati del progetto sono una ricerca internazionale elaborata dall'Università di Derby nel Regno Unito, che ha evidenziato le principali criticità ed i bisogni emergenti di orientamento nei sistemi educativi, e la proposta di un framework di qualità per l'orientamento nella scuola, coordinata dal professor Ronald Sultana dell'Università di Malta. Questi due importanti documenti saranno la base teorica e metodologica di riferimento per una serie di azioni sperimentali che saranno attivate nelle prossime settimana nei Paesi coinvolti (Italia, Malta, Regno Unito, Romania, Danimarca).

Per le scuole e per gli enti che erogano servizi di orientamento il progetto MyFuture rappresenta una grande opportunità per ripensare e qualificare i propri servizi. Ecco come aderire alle azioni sperimentali e accedere ai principali documenti del progetto.

 

L'anno scolastico è ormai in fase di avvio in tutte le regioni e la discussione è molto accessa su alcune iniziative che rigardano il sistema educativo: la sperimentazione dei percorsi liceali e tecnici in 4 anni, la partenza a pieno regime dell'alternanza scuola lavoro, l'imminente riforma dell'istruzione professionale, le risorse digitali in classe. A fronte di queste diverse iniziative, la sfida principale rimane però la stessa: offrire agli studenti le migliori opportunità per costruire il proprio progetto di vita, formativo e professionale. In questo confronto di inizio anno, si sottovaluta spesso uno degli strumenti più potenti che la scuola ha a disposizione per raggiungere questo grande obiettivo: l'orientamento.

Ed è proprio in questo ambito che il nuovo anno porta le novità più interessanti per permettere ad ogni scuola di elaborare un piano di orientamento in grado di offrire ad ogni singolo studente competenze di orientamento (che in Europa chiamano Career Management Skills, CMS) utili per gestire autonomamente e consapevolmente le proprie scelte di studio e di lavoro, durante tutto l'arco della vita.

Nel nuovo numero di Workmagazine è stata pubblicata l'analisi a cura di Francesca Giovani, Direttore Lavoro Regione Toscana, del modello adottato a livello regionale nella gestione dei servizi per il lavoro e politiche attive del lavoro. Un modello di forte governance pubblica che integra però un sostanziale rapporto tra pubblico e privato per qualificare i servizi e creare un maggior collegamento con il mondo produttivo.

La Commissione Europea ha posto alla base dei sistemi di orientamento il concetto di Career Management Skills, le competenze fondamentali che ogni cittadino dovrebbe possedere per orientarsi in una società complessa e dinamica. Questo concetto è centrale sia per garantire ad ogni persona le capacità per affrontare e risolvere i problemi e le difficoltà legate alle scelte di percorsi di studio e di lavoro adatti alle proprie caratteristiche, capacità e potenzialità, nel mondo, e sia per riorganizzare, qualificare e valutare i servizi ed i programmi nazionali di orientamento.

Questo concetto di Career Management Skills rappresenta già, in alcuni Paesi Europei, tra i quali la Danimarca e il Regno Unito, il quadro teorico di riferimento per tutte le attività di orientamento del sistema educativo (dalla scuola primaria alla vita adulta), in altri Paesi (tra i quali l'Italia), non esiste ancora un quadro metodologico condiviso e mancano anche strumenti e metodologie didattiche coerenti. Per questo motivo, il 27 giugno 2017 a Roma l'Università di Camerino e il Centro Studi Pluriversum di Siena, in collaborazione con ANPAL Servizi  ha partecipato alla sperimentazione nazionale, presenteranno una proposta metodologica sulle competenze per orientarsi (Career Management Skills), elaborata da un team internazionale di esperti e ricercatori. La Conferenza di Roma sarà l'occasione per definire un modello di riferimento nazionale e per condividere strumenti di lavoro e risorse didattiche per i docenti e gli orientatori.

Le scadenze degli avvisi Orientamento e Alternanza scuola lavoro sono stati prorogati: le scuole hanno tempo fino al 31 maggio 2017 per presentare proposte in risposta all’avviso PON Orientamento e fino al 30 giugno 2017 per l’avviso PON Alternanza scuola lavoro. Ma quali caratteristiche devono avere le azioni di orientamento previste da questi avvisi per rispondere ai criteri di valutazione individuati per la selezione dei progetti da parte del MIUR? Ecco alcune utili indicazioni e proposte per la progettazione.

E' necessario rafforzare il rapporto tra scuola e mondo del lavoro per favorire il miglioramento delle competenze dei giovani. A ribadirlo questa volta è l'Ocse, nel rapporto economico sull'Italia 2017, presentato a Roma presso la sede del MIUR il 15 febbraio u.s. dal Segretario Generale dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse) Angel Gurria. I cardini principali devono essere le politiche attive del lavoro, il consolidamento della collaborazione tra scuola e mondo del lavoro, il rafforzamento e la qualificazione del sistema di formazione professionale anche post-secondario.

Gli interventi di orientamento pre-universitario e di tutorato universitario saranno finanziati stabilmente alle Università e alle Istutuzioni AFAM attraverso un incremento di 5 milioni di euro del Fondo di finanziamento ordinario delle università statali (FFO). Questa misura è stata introdotta nella Legge di Bilancio 2017, approvata definitivamente dalle due Camere ed ora in attesa di pubblicazione, allo scopo di facilitare l’accesso dei giovani agli studi accademici e contrastare la dispersione universitaria.

Ma cosa prevede in dettaglio questo importante provvedimento?

Il settore farmaceutico è uno dei pochi settori che, in Italia, ha risentito solo marginalmente della crisi economica e che anzi, in termini di occupazione, ha registrato un trend positivo. Il pre-consuntivo del 2016 a cura di Farmindustria parla di una produzione che supera i 30 miliardi, con una crescita, a ottobre, rispetto al 2015, del 5,3% e una media del +2,3% in dieci mesi, con ordini ancora in crescita nell'ultimo bimestre dell'anno per il solido incremento delle vendite all'estero. A fare da traino è l'export, che tocca quota 21,3 miliardi. Questi dati sono da leggere anche alla luce dell'importante investimento che questo settore dedica all'innovazione e alla ricerca (è il settore che investe di più in questo ultimo ambito) e che gli garantisce un alto livello di competitività sul mercato.

Secondo il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, intervistato da IlSole24ore, la farmaceutica in Italia "è decisamente in salute. Abbiamo la possibilità concreta di diventare un hub europeo. Gli investimenti in R&S, d'altra parte, sono cresciuti in breve tempo del 16% e l'attuale quota di mercato è del 19%, sempre in aumento".

A livello occupazionale, il settore ha raggiunto quota 64.000 (indotto escluso) con un +1% nel 2016 e le professioni più richieste del settore si sono nel tempo diversificate e adattate al nuovo contesto economico: si parla di responsabile del servizio di farmacovigilanza; product manager farmaceutico; clinical research associate; responsabile affari regolatori; market access specialist; quality control analyst. In tutti questi profili il comune denominatore è una formazione di alto livello in ambito tecnico scientifico, ottima conoscenza dell'inglese e dell'informatica.

Gli esiti dell’ultima indagine elaborata da AlmaLaurea sul profilo dei Diplomati 2016 restituiscono un’immagine dei giovani a dir poco preoccupante: il 47% dei diplomati 2016 è pentito della scelta fatta a 14 anni e se tornasse indietro sceglierebbe una scuola o un indirizzo di studio diversi. Se aggiungiamo a questa indagine sui livelli di disorientamento dei giovani diplomati anche i dati allarmanti sulla dispersione scolastica (17% rispetto al tetto del 10%, fissato a livello europeo come obiettivo per il 2020) e sulla disoccupazione giovanile under 25 (risalita al 39,4% - dati Istat – novembre 2016) abbiamo un quadro molto chiaro sull'urgenza di potenziare e qualificare le azioni di orientamento nelle scuole di ogni ordine e grado. L'Italia continua a sottovalutare il ruolo fondamentale dell'orientamento all'interno dei sistemi educativi e della formazione professionale, così come nell'ambito dei servizi pubblici per l'impiego e per le politiche attive per il lavoro. Il "sistema di orientamento" nel nostro Paese purtroppo non riesce a prendere in carico le esigenze di generazioni di giovani che continuano a fare scelte sbagliate, con gravi costi economici e sociali.

Non è solo un problema di risorse o investimenti: serve soprattutto un quadro di riferimento metodologico chiaro e condiviso, in grado di definire, a livello europeo, dove, come e con quali strumenti garantire servizi di orientamento di qualità.

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