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L'innovazione dell'orientamento passa attraverso la sperimentazione di nuovi strumenti e modelli e coinvolge le scuole, già a partire dalla primaria. Un ruolo molto importante in questo processo di innovazione è svolto dalle Regioni che sono gli enti competenti per garantire a tutti i cittadini il diritto all'orientamento per tutto l'arco della vita. In questa direzione, la Regione Piemonte, il prossimo 22 ottobre nell'ambito del salone dell'orientamento di Biella, presenta un nuovo kit didattico per l'orientamento precoce elaborato all'interno del progetto Obiettivo Orientamento Piemonte, con un laboratorio didattico rivolto agli insegnanti delle scuole primarie e secondarie di primo grado e intitolato: 'Orientare attraverso il gioco: esplorare le professioni con nuovi strumenti'.

Ma perchè è importante iniziare a promuovere percorsi e strumenti di orientamento già nella scuola primaria?

Pubblicato in Eventi

I tassi inaccettabili della dispersione scolastica, accanto ai numeri enormi che del grave fenomeno del “disimpegno di massa” dei giovani NEET dallo studio e dal lavoro, rappresentano una delle sfide più grandi e più urgenti che il nostro Paese dovrà affrontare nei prossimi anni. Come possiamo prevenire gli abbandoni e le situazioni di disorientamento e insuccesso delle future generazioni? Le raccomandazioni europee e le Linee Guida Nazionali sull’Orientamento Permanente sottolineano l’esigenza di anticipare quanto più possibile le attività di orientamento, come accade in altri Paesi Europei, dove il “career learning” inizia già nella scuola primaria.
Nelle scuole primarie esistono già numerose iniziative e sperimentazioni in questo ambito, ma mancano ancora modelli pedagogici condivisi e strumenti educativi utili a gestire le attività didattiche. L’Università di Firenze, nell’ambito del progetto internazionale Jobland ha appena avviato una indagine nazionale per raccogliere le esperienze dei docenti e per condividere le migliori pratiche. Ecco come le scuole possono partecipare.

Pubblicato in News

Inizia con questa intervista un viaggio lungo la nostra Penisola per capire quali sono e come funzionano i sistemi di orientamento delle Regioni. L’orientamento rappresenta infatti una leva strategica nella lotta a fenomeni complessi con costi sociali molto elevati come la dispersione scolastica e universitaria, il fenomeno dei NEET e la disoccupazione lavorativa. Sempre più persone, nel corso della propria vita, hanno la necessità di orientarsi (nella scelta della scuola e dell’Università, nella scelta della professione da svolgere o nella decisione di diventare imprenditori) o di “riorientarsi” (durante la propria carriera, per scelta o per necessità). Per questo motivo i servizi di orientamento devono essere accessibili e forniti con continuità nel territorio, anche da enti diversi, ma all’interno di un “sistema regionale” che possa assicurare qualità dei servizi e professionalità adeguate a tutela delle persone che ne hanno bisogno e che hanno il diritto di poterne usufruire.
In Italia, non siamo all’anno zero e tutte le Regioni, in modi diversi, stanno affrontando questa sfida dell’orientamento, partendo dai progetti nelle scuole, dai servizi offerti dai Centri per l’Impiego e fino ad arrivare ad iniziative rivolte agli adulti nell’ambito della formazione permanente.

Il nostro “viaggio" alla scoperta di queste esperienze, inizia dal Piemonte, Regione che ha una lunga e ricca tradizione in questo ambito, incontrando la dottoressa Raffaella Nervi, referente regionale per l’orientamento e coordinatrice del progetto regionale OBIETTIVO ORIENTAMENTO PIEMONTE, caratterizzato da uno specifico “traguardo strategico condiviso: fare sistema, ma soprattutto essere un sistema, nell’ottica di trasferire omogeneamente su tutti i territori competenze, innovazione, opportunità.”

Pubblicato in Esperienze

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