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L’Italia deve investire sui propri giovani e lo sviluppo futuro del nostro Paese dipende dai livelli di qualificazione delle future generazioni. L’accesso e la permanenza dei giovani nei sistemi dell’università e dell’alta formazione non è da noi un fatto scontato: anzi, il rischio di abbandono è tra i più alti in Europa. Per questo motivo il MIUR ha promosso e finanziato alle Università le attività di orientamento e tutorato chiedendo al sistema di individuare azioni innovative e nuovi strumenti da mettere a disposizione degli studenti per prevenire e ridurre questa inarrestabile “emorragia”.
Su questo tema stanno lavorando molte università, in Italia e in Europa: alcune si sono consorziate nell’ambito del progetto “E-Tutoring” per capire come le nuove tecnologie e i moderni sistemi di apprendimento permanente possono contribuire a migliorare i servizi di orientamento e tutorato.

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Il fenomeno della dispersione universitaria in Italia ha raggiunto ormai da tempo livelli preoccupanti con costi sociali ed economici enormi per il nostro Paese. Nell'ultimo dossier sulla dispersione curato da TuttoScuola, si stima un tasso del 50% a fronte di un altro dato tristemente noto anch'esso da anni: l’incidenza dei laureati resta in Italia tra le più basse nell’Unione europea. Quali sono le misure che l'Università può mettere in campo per invertire questo trend negativo e con quali risorse?

Il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, consapevole dell'importante ruolo che giocano gli Atenei in questa sfida, ha avviato una misura stabile che prende il nome di Piani di Orientamento e Tutorato (POT). Tali POT hanno una dote di 5 milioni di euro l'anno e sono finalizzati a sostenere i giovani diplomati nelle scelte universitarie e nella gestione dei primi anni di studio. Recentemente sono state finanziate le attività da realizzare entro il 2019.

Vediamo insieme le caratteristiche di tale misura e le azioni che si possono mettere in campo.

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Pochi iscritti, tanti dispersi, pochi laureati in materie scientifiche. Questa la fotografia del mondo universitario italiano che emerge dagli ultimi report nazionali e internazionali. L’Italia registra appena il 26% di laureati tra i 25 e i 34 anni (contro il 40% in Europa) e un tasso di dispersione universitaria che raggiunge il 40% degli studenti iscritti con costi sociali ed economici enormi per il nostro Paese.

La necessità di un maggiore impegno degli atenei a sostenere i giovani diplomati nelle scelte universitarie e nella gestione dei primi anni di studio è chiara e confermata anche dalle iniziative del Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca che finanzia i nuovi Piani di Orientamento e Tutorato (POT).

Vediamo insieme le attività definite dalle linee guida del MIUR e le loro possibili applicazioni.

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