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I tassi inaccettabili della dispersione scolastica, accanto ai numeri enormi che del grave fenomeno del “disimpegno di massa” dei giovani NEET dallo studio e dal lavoro, rappresentano una delle sfide più grandi e più urgenti che il nostro Paese dovrà affrontare nei prossimi anni. Come possiamo prevenire gli abbandoni e le situazioni di disorientamento e insuccesso delle future generazioni? Le raccomandazioni europee e le Linee Guida Nazionali sull’Orientamento Permanente sottolineano l’esigenza di anticipare quanto più possibile le attività di orientamento, come accade in altri Paesi Europei, dove il “career learning” inizia già nella scuola primaria.
Nelle scuole primarie esistono già numerose iniziative e sperimentazioni in questo ambito, ma mancano ancora modelli pedagogici condivisi e strumenti educativi utili a gestire le attività didattiche. L’Università di Firenze, nell’ambito del progetto internazionale Jobland ha appena avviato una indagine nazionale per raccogliere le esperienze dei docenti e per condividere le migliori pratiche. Ecco come le scuole possono partecipare.

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In un contesto di crescente diversità, la scuola ha un ruolo cruciale per promuovere l’integrazione. Le competenze per una scuola inclusiva sono, infatti, una delle priorità del piano di formazione docenti 2016-2019 per supportare i docenti nel coraggioso compito di preparare gli studenti di qualsiasi background etnico e origine alla costruzione del proprio futuro. Se competenze linguistiche e interculturali sono spesso al centro dell’attenzione, d’altra parte, sempre più studi ci confermano che l’orientamento rappresenta uno strumento strategico per promuovere integrazione e per offrire le condizioni affinché tutti gli studenti possano sviluppare appieno il proprio potenziale. Vediamo assieme quali sono le principali sfide che i sistemi educativi dovranno affrontare.

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Come prevenire gli abbandoni scolastici sin dai primi anni di scuola? Come aiutare gli studenti a sviluppare a pieno il proprio potenziale? Come contrastare gli stereotipi sui percorsi di studio e le figure professionali?

Queste le domande da cui parte il nuovo progetto JOBLAND, un progetto europeo volto a costruire una cultura dell'orientamento già a partire dalla scuola primaria. Il progetto punta a fornire risorse educative per aiutare gli insegnanti, in Italia e in Europa, a progettare e realizzare in classe attività di orientamento per gli alunni più piccoli,  fin dai primi anni di scuola.

Il progetto JOBLAND, promosso dal Centro Educativo della Città di Bucarest in Romania (CMBRAE), inizia, dunque, con una ricerca azione che prevede una riflessione collettiva per innescare, attraverso il coinvolgimento diretto degli insegnanti, un processo di innovazione sociale e culturale e per definire insieme i bisogni e i termini con cui parlare di orientamento nei primi anni di scuola.

In questa fase, è possibile aderire al progetto e presentare le proprie idee ed esperienze attraverso la partecipazione ai focus group online. Ecco qui di seguito, in pochi semplici passi, come le scuole possono partecipare.

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Se, da una parte, è nei principali momenti di transizione scolastica che l’orientamento diventa protagonista, d’altra parte è oramai chiaro che pensare all’orientamento solo in procinto delle grandi scelte di studio e lavoro è più che limitativo. Le persone sono chiamate ad affrontare scelte sempre più rapide e complesse, che determineranno l'esito poi del proprio percorso di vita, di lavoro, di studio. L'orientamento diventa un sostegno fondamentale e deve iniziare dalla scuola, già dai primi gradi del sistema educativo nazionale.

Nel mondo europeo, l'orientamento oggi è definito "career development" e "career learning", ossia si parla della capacità di definire e costruire un percorso di sviluppo di carriera, di un processo di apprendimento di quelle competenze utili per gestire le proprie scelte di studio e poi di lavoro.

Ecco perchè è fondamentale iniziare l'orientamento già nella scuola primaria, formando gli insegnanti e fornendo loro modelli e materiali pedagogici pensati e realizzati per questa specifica finalità educativa.

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Quali sono le nuove esigenze di orientamento in Europa? Quali modelli e strumenti sono oggi disponibili per rispondere ai nuovi bisogni di orientamento delle persone? Quale sarà il ruolo della scuola e dei sistemi locali di orientamento? Questi i temi cardine della conferenza internazionale in programma il 20 settembre 2018 presso la splendida cornice della Mole Vanvitelliana di Ancona. Un appuntamento per esplorare il futuro dell'orientamento e condividere nuovi modelli, comprendere le potenzialità delle risorse digitali e degli strumenti del web.

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