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Cosa accadrà al mondo del lavoro nei prossimi anni? Automi e dispositivi tecnologici ci ruberanno il lavoro? Quali professioni sono destinate a scomparire nel prossimo futuro? Sono domande sempre più comuni per chi si accinge a entrare nel mondo del lavoro e per chi opera in prima linea nell’orientamento. 

Gli effetti di automazione e digitalizzazione sul lavoro sono da anni oggetto di studio e decine di ricerche stanno provando a delineare gli scenari lavorativi futuri con previsioni più o meno catastrofiche.

Nonostante queste ricerche presentino prospettive e scenari molto diversi, un elemento sembra inconfutabile: il cambiamento è impressionante e i primi risultati di questa rivoluzione tecnologica sono già visibili. Man mano che le innovazioni tecnologiche spostano le frontiere tra lavoro umano e lavoro fatto da macchine e algoritmi, il mondo del lavoro cambia radicalmente e rapidamente.

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A settembre prenderà il via la nuova Istruzione Professionale e le novità sono davvero molte. Gli istituti professionali in Italia sono circa 2.000 e contano 420.000 iscritti. Negli ultimi anni il tasso di iscrizione ai professionali è diminuito arrivando al 14% nel 2017 e qualche mese fa la Fondazione Agnelli ha denunciato la difficile sorte dei diplomati professionali che, nei primi due anni dopo il diploma, trovano lavoro solo nel 42% dei casi. Per questo una riorganizzazione di questo tipo di scuole, in grado di valorizzare modalità diverse di apprendimento, era da tempo auspicata.

La struttura dei nuovi percorsi è centrata sulla personalizzazione del percorso di apprendimento per ogni studente e si basa sulla definizione e aggiornamento periodico di un Progetto Formativo Individuale (PFI). Il PFI ha come obiettivo quello di evidenziare i saperi e le competenze acquisiti dagli studenti in modo sia formale (a scuola) che informale (nella molteplici attività di laboratorio e di alternanza) e di rilevare potenzialità e carenze al fine di motivare e orientare gli studenti nel definire il proprio percorso formativo e professionale, in base alle caratteristiche dello studente e ai bisogni del contesto professionale di riferimento.

La grande sfida per le scuole è legata alla capacità di stimolare in ogni studente l'acquisizione di quelle competenze orientative (Career Management Skills, CMS) utili per gestire autonomamente e consapevolmente le proprie scelte di studio e di lavoro. Il Progetto Formativo Individuale diventa quindi uno strumento fondamentale nella progettazione e nella valutazione delle attività didattiche. Serve quindi un forte aggancio alle metodologie di orientamento, per riuscire a costruire un PFI adatto alle caratteristiche soggettive di ogni singolo studente. Ecco perchè l'utilizzo del modello delle CMS nella gestione del PFI può rappresentare la strategia più efficace per le scuole che si trovano di fronte ad una struttura didattica e organizzativa profondamente diversa rispetto al passato. Ma vediamo in dettaglio cosa cambia...

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Solo il 15% circa dei nostri giovani a 15 anni non ha ancora deciso del suo futuro ma quasi 1 su 10 afferma di voler diventare medico e 1 su 3 riesce ad elencare al massimo 10 professioni: il loro immaginario del lavoro è pericolosamente limitato e fortemente stereotipato, ma un’offerta di orientamento di qualità può fare la differenza.

Questi alcuni dei principali elementi che emergono dalla recente ricerca dell’OECD sul processo di scelta e la career guidance (Luglio 2018).

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Offrire un piano di orientamento che accompagni ogni studente nella costruzione di quelle competenze di orientamento utili per gestire autonomamente e consapevolmente le proprie scelte di studio e di lavoro: questo l'obiettivo previsto nelle 'Linee guida per l'orientamento permanente' emanate dal MIUR (2014) a cui ogni scuola dovrebbe ambire per garantire in forma piena il successo formativo dei propri studenti. Questo significa, per le scuole, dotarsi di strumenti in grado di gestire il percorso di orientamento di ogni singolo studente, per aiutarlo ed elaborare la propria personale scelta per il futuro.

A questo scopo, molte scuole si sono già dotate negli anni del software SORPRENDO che, da quest'autunno, potrà contare su una nuova versione che non rappresenta solo un aggiornamento dello strumento, ma un radicale salto di tecnologia, con la creazione di una piattaforma web di nuova generazione. Continuamo con questo articolo il nostro approfondimento sulle novità che arricchiscono la nuova versione e ne aumentano le potenzialità in termini di personalizzazione del percorso di orientamento e analisi dei dati. Grazie a SORPRENDO per ogni scuola o territorio sarà infatti possibile identificare i trend principali (verso alcune professioni e non altre, verso determinati settori o aree di studio, in base ai diversi contesti territoriali, ecc.) e ottenere indicazioni utili per la programmazione di nuove attività orientative e formative (per programmare l'offerta di corsi e tirocini, per rispondere in modo efficiente alle esigenze emergenti di ogni territorio).

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