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Pochi mesi fa il Ministero dell’Istruzione del Regno Unito ha lanciato una nuova strategia nazionale per l’orientamento, denominata “Careers strategy: making the most of everyone’s skills and talents”, per promuovere la centralità dell’orientamento nell’ambito del sistema scolastico. Il documento individua un set di servizi, ed i relativi standard di qualità, per le scuole, al fine di assicurare ad ogni studente l’accesso all’informazione e alla consulenza necessarie per gestire le proprie scelte di carriera. L’iniziativa si propone di stimolare una grande mobilitazione delle scuole su questo tema per avviare azioni di miglioramento e per garantire ad ogni singolo studente maggiori opportunità di esplorare il proprio potenziale di apprendimento e fare scelte professionali in linea con le sfide attuali e future del mondo del lavoro.

Ecco cosa prevede la nuova strategia per l'orientamento di qualità.

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Il 2018 si annuncia un anno di forte cambiamento per i servizi per il lavoro, chiamati a garantire su tutto il territorio nazionale l'erogazione di servizi cruciali per l'attuazione di nuove misure di politica attiva per il lavoro e per l'inclusione, ad iniziare dal Reddito di Inclusione (REI) che inizia in queste settimana a raggiungere i primi beneficiari.

Attraverso i provvedimenti approvati nella Conferenza Unificata Stato Regioni del 21 dicembre 2017, i sistemi regionali dei Centri per l'Impiego si rafforzeranno e si doteranno degli strumenti necessari per sostenere un’offerta di servizi in grado di garantire a tutti i cittadini qualificati servizi e strumenti di orientamento e innovativi servizi di supporto alle imprese.

La sfida è cruciale per il nostro Paese che ha un mercato del lavoro tradizionalmente poco dinamico. I Centri per l'Impiego dovranno infatti dimostrare di essere in grado di rispondere alle esigenze di chiunque sia alla ricerca di una nuova opportunità professionale, ma al tempo stesso di stimolare e di accompagnare le imprese in un mercato del lavoro che sempre più richiede competenze diverse dal passato, sviluppando una domanda di professionalità in continua evoluzione.

Vediamo insieme quali sono gli aspetti determinanti di questo epocale cambiamento.

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Anche quest’anno la scelta delle scuole secondarie di secondo grado non è stata facile e tanti studenti insieme alle loro famiglie hanno affrontato questo delicato passaggio della vita, tentando di individuare bene il primo importante tassello su cui costruire il proprio percorso di sviluppo di una carriera formativa e professionale. I primi dati sulle iscrizioni scolastiche del 2018 indicano che la maggior parte (55,3%) degli studenti ha scelto i Licei, mentre un terzo circa (30,7%) ha deciso di iscriversi ad un Istituto Tecnico. Solo il 14% invece ha optato per un Istituto Professionale. 

Tante sono, come sempre, le variabili in gioco e, sul piatto della bilancia, pesano anche aspetti personali e sociali, quali la storia familiare, i contesti di appartenenza, interessi e abilità personali, le relazioni amicali e le caratteristiche dell'offerta scolastica territoriale. Sembra tuttavia che ancora rimanga molto sfumata la relazione tra la scelta effettuata e la consapevolezza degli studenti rispetto all'esito di tale scelta, ovvero la meta molto diversa in termini di conoscenze e competenze e di percorsi di carriera formativa e professionale che ogni scuola propone (che in realtà è già molto evidente).

Ma proviamo a riflettere meglio su questi numeri.

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Quali sono le nuove competenze per il futuro? Come equipaggiare gli studenti di oggi alla realtà di domani? È per rispondere a queste domande che la Commissione Europea ha pubblicato qualche giorno fa le Raccomandazioni sulle Competenze Chiave per la Formazione Continua. Si parla di skills challenge (la sfida delle competenze), di una nuova missione per l’Europa, di un’istruzione innovativa, inclusiva e basata sui valori.

Punto chiave delle raccomandazioni è l’idea di lifelong learning o apprendimento durante tutto l’arco di vita, di cui tanto abbiamo parlato in tema di orientamento. Dal documento emerge chiaramente come non sia più sufficiente pensare di equipaggiare gli studenti con un set fisso e cristallizzato di conoscenze. Diventano invece fondamentali la capacità di adattarsi al cambiamento e la resilienza. Proprio a supporto di questo, nel documento, la Commissione Europea elenca una serie di competenze più ampie che sono ritenute fondamentali per adattarsi e riuscire a far fronte con successo ai nuovi scenari lavorativi, sociali, personali e politici.  

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