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PROFESSIONI

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Il nuovo successo dell'edizione 2017 del Salone del Mobile di Milano, punto di riferimento internazionale per l'arredamento e il design conferma la centralità di questo settore come manifesto del Made in Italy e di sviluppo per il sistema economico nazionale. Ma quali sono i numeri e le professioni di questo settore?

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L'Italia ha quasi 7.500 chilometri di costa e numerosissimi corsi d'acqua e laghi. Una risorsa immensa non solo per il turismo, ma anche per la produzione alimentare. L'acquacoltura è infatti uno dei settori alimentari in maggiore espansione a livello internazionale. Nell'area mediterranea, accanto alla pesca sostenibile, esiste un grande potenziale di sviluppo dell'acqua, sia per l'acquacoltura tradizionale, sia attraverso la coltivazione delle alghe e di tutte le colture vegetali che si basano su tecniche idroponiche, acquaponiche e aeroponiche, che vanno sotto il nome di "in-door & vertical farming". Ecco come si sta evolvendo questo settore e quali sono le professioni emergenti.

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L'industria italiana del tessile-moda rappresenta un settore tradizionale del Made in Italy che sta cercando nuove vie per ricominciare a crescere anche attraverso l'innovazione e l'investimento su nuovi modelli di produzione e di commercializzazione. Questi cambiamenti determinano anche l'evoluzione delle professioni tessili e nuove opportunità per chi è interessato a costruirsi un futuro in questo settore. 

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Il settore farmaceutico è uno dei pochi settori che, in Italia, ha risentito solo marginalmente della crisi economica e che anzi, in termini di occupazione, ha registrato un trend positivo. Il pre-consuntivo del 2016 a cura di Farmindustria parla di una produzione che supera i 30 miliardi, con una crescita, a ottobre, rispetto al 2015, del 5,3% e una media del +2,3% in dieci mesi, con ordini ancora in crescita nell'ultimo bimestre dell'anno per il solido incremento delle vendite all'estero. A fare da traino è l'export, che tocca quota 21,3 miliardi. Questi dati sono da leggere anche alla luce dell'importante investimento che questo settore dedica all'innovazione e alla ricerca (è il settore che investe di più in questo ultimo ambito) e che gli garantisce un alto livello di competitività sul mercato.

Secondo il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, intervistato da IlSole24ore, la farmaceutica in Italia "è decisamente in salute. Abbiamo la possibilità concreta di diventare un hub europeo. Gli investimenti in R&S, d'altra parte, sono cresciuti in breve tempo del 16% e l'attuale quota di mercato è del 19%, sempre in aumento".

A livello occupazionale, il settore ha raggiunto quota 64.000 (indotto escluso) con un +1% nel 2016 e le professioni più richieste del settore si sono nel tempo diversificate e adattate al nuovo contesto economico: si parla di responsabile del servizio di farmacovigilanza; product manager farmaceutico; clinical research associate; responsabile affari regolatori; market access specialist; quality control analyst. In tutti questi profili il comune denominatore è una formazione di alto livello in ambito tecnico scientifico, ottima conoscenza dell'inglese e dell'informatica.

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