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Scritto da  Staff SORPRENDO Mercoledì, 29 Maggio 2019 09:55

Innovazione e nuove professioni: ecco a voi la Blue Economy!

Utilizzare le microalghe per la produzione di biofuel; costruire centrali sottomarine per fornire energia alle case; studiare i segreti degli organismi marini per ricavare farmaci innovativi e materiali ultra-resistenti… queste sono alcune delle nuove frontiere della Blue Economy. L’economia del mare infatti non è solo pesca e trasporto di persone e in questo articolo cercheremo di capire quali sono le nuove frontiere di questo sistema economico complesso e in continua crescita anche in termini di opportunità professionali.

Dati alla mano, in Italia, l’economia del mare rappresenta un motore per l’economia nazionale con un valore aggiunto di 45 miliardi di euro pari al 2,9% del totale economia (dati VII Rapporto dell’economia del mare, 2018 – Unioncamere) ma tracciare i suoi confini non è così semplice.

Nel rapporto annuale a cura di Unioncamere, l’economia del mare viene rappresentata e analizzata attraverso i seguenti settori:
- Filiera ittica: comprende le attività connesse con la pesca, la lavorazione del pesce e la preparazione di piatti a base di pesce, incluso il relativo commercio all’ingrosso e al dettaglio.
- Industria delle estrazioni marine: riguarda le attività di estrazione di risorse naturali dal mare, come ad esempio il sale, piuttosto che petrolio e gas naturale con modalità off-shore.
- Filiera della cantieristica: racchiude le attività di costruzione di imbarcazioni da diporto e sportive, cantieri navali in generale e di demolizione e altre attività connesse.
- Movimentazione di merci e passeggeri: fa riferimento a tutte le attività di trasporto via acqua di merci e persone, sia marittimo che costiero.
- Servizi di alloggio e ristorazione: sono ricomprese tutte le attività legate alla ricettività, di qualsiasi tipologia (alberghi, villaggi turistici, colonie marine, ecc.) e quelle chiaramente relative alla ristorazione, compresa ovviamente anche quella su navi.
- Ricerca, regolamentazione e tutela ambientale: include le attività di ricerca e sviluppo nel campo delle biotecnologie marine e delle scienze naturali legate al mare più in generale.
- Attività sportive e ricreative: ricomprende le attività connesse al turismo nel campo dello sport e divertimento.

A livello europeo, l’ultimo Rapporto annuale sull’economia del mare pubblicato dalla Commissione Europea scatta una fotografia della Blue Economy che ritrae sia i settori più consolidati sia i settori emergenti e più innovativi sui quali non abbiamo ancora sufficienti dati per analisi specifiche ma che racchiudono forti potenzialità sia in termini di sviluppo economico che di occupazione con un’attenzione allo sviluppo sostenibile che deve diventare il nostro mantra!

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Ecco allora che emergono gli investimenti sul processo di desalinazione per garantire maggiori riserve di acqua potabile, sulla produzione di energia alternativa sfruttando il vento lontano dalla costa e l’energia degli oceani o sulle applicazioni delle biotecnologie marine nel settore farmaceutico, sanitario, veterinario, tessile, chimico, alimentare, ecc.

Quali sono gli impatti in termini di percorsi di carriera e competenze richieste dal mercato del lavoro in questo sistema complesso e capace di spaziare in settori così diversi?
Alcune Regioni hanno investito non solo in termini di ricerca scientifica e analisi economica ma anche in azioni di orientamento per permettere ai giovani di avere una rappresentazione realistica e strutturata di questo sistema e fornire loro gli strumenti utili per cogliere le nuove opportunità all’interno dei diversi settori.

Vi abbiamo infatti già raccontato di come la Regione Friuli Venezia Giulia ci ha coinvolto nella sperimentazione di percorsi innovativi di orientamento nell’economia del mare in collaborazione con il Cluster del Mare che ha previsto anche la creazione di 10 nuovi profili nel database delle professioni di SORPRENDO e la modifica di 35 profili già presenti in piattaforma e collegabili alla blue economy.
In questa direzione, anche la Liguria crea da anni occasioni per conoscere meglio le professioni del mare soprattutto attraverso la manifestazione nazionale Orientamenti che anche nell’ultima edizione ha visto l’utilizzo di SORPRENDO, strumento adottato anche da Aliseo (Agenzia della Regione Liguria per gli studenti e l'orientamento) nelle attività di orientamento nelle scuole di I e II grado sul territorio regionale.

Grazie a queste collaborazioni e al lavoro del nostro staff, SORPRENDO offre una panoramica ampia e interessante delle professioni del mare che arricchiremo presto con nuove risorse dedicate alla Blue Economy! Stay tuned!

 

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