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Integrare tutte le risorse all’interno di un sistema locale di orientamento, per migliorare i servizi, favorire le scelte professionali, collegare i giovani alle migliori opportunità nel territorio. E’ questo lo scopo della nuova edizione del progetto SORPRENDO promosso dalla Regione Marche e presentato dall’Assessore all’Istruzione, al Lavoro e alla Formazione Loretta Bravi nel recente seminario di Ancona.
Il progetto regionale è entrato in questi giorni nel vivo delle attività con il coinvolgimento delle scuole e dei Centri per l'Impiego (CIOF). In particolare, una delle prime azioni del progetto sarà la sperimentazione di SORPRENDO all'interno delle scuole secondarie di primo grado, con l'organizzazione di percorsi di formazione per i docenti.

Vediamo nel dettaglio le attività recentemente avviate e quelle che saranno realizzate nelle prossime settimane.

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Avvicinare il mondo della scuola e della formazione a quello del lavoro: è questo l'obiettivo del progetto “Scuola al Centro” lanciato dalla Regione Toscana per garantire agli studenti l’orientamento più utile per comprendere i contesti professionali, le diverse opportunità occupazioni e i percorsi di qualificazione. 

Il progetto si inserisce nell’ambito del piano di rafforzamento dei Centri per l’Impiego (CPI), avviato a partire dal 2016, dopo l’assunzione delle funzioni da parte della Regione Toscana. Il nuovo sistema regionale dei Centri per l'Impiego ha infatti anche il compito di orientare i giovani nelle scelte professionali, offrendo sia informazioni sul mondo del lavoro, sui profili più richiesti, sulle qualifiche necessarie per svolgere una professione, sia servizi di consulenza per aiutare ogni singolo studente a scoprire le proprie propensioni,caratteristiche e  e si rivolge agli studenti delle ultime classi delle scuole secondarie di secondo grado.

Vediamo in dettaglio cosa prevede il progetto.

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L'autunno è la stagione dell'orientamento e anche quest'anno è ricco il programma dei saloni e degli eventi che richiamano moltissimi studenti e persone in cerca di idee e opportunità. Anche per i docenti e per gli orientatori i saloni rappresentano occasioni di aggiornamento e di confronto. Tra i principali eventi in calendario: Salone dello studente a Palermo (17-19 ottobre ), Pescara (19-20 ottobre), Roma (8-10 novembre), Foggia (14-16 novembre), Bari (22-24 novembre), Catania (13-15 dicembre); ORIENTAMENTI - Salone della formazione, dell'orientamento e del lavoro a Genova (14-16 novembre 2017); JOB&Orienta a Verona (30 novembre - 2 dicembre). Vediamo insieme come trasformare questi eventi in vere opportunità di orientamento per gli studenti.

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I sistemi regionali di orientamento rappresentano i modelli più avanzati per accompagnare le persone nelle scelte professionali e per intervenire in modo preventivo sulla dispersione scolastica e sulla disoccupazione. In Italia esistono (e sono oramai consolidati) diversi modelli di gestione e organizzazione di questi sistemi che sono coordinati dalle Regioni e coinvolgono diverse istituzioni quali le scuole, i servizi per il lavoro, i servizi di orientamento delle Città Metropolitane e delle Università, oltre ad associazioni ed enti di fromazione. Il 12 ottobre è in programma a Torino il convegno: “Orientarsi nell’orientamento – Competenze per lo sviluppo personale”, promosso dalla Direzione Coesione Sociale della Regione Piemonte, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, per presentare l'esperienza piemontese e fare il punto sulle attività del progetto regionale denominato 'Obiettivo Orientamento', riflettere sui modelli di riferimento e sugli strumenti e le risorse necessarie per rispondere alle nuove esigenze di orientamento dei giovani. 

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L’orientamento permanente rappresenta un servizio fondamentale per tutti i cittadini europei, in un contesto in cui i cambiamenti socio-economici e tecnologici sono sempre più rapidi e imprevedibili. Nell’ambito del semestre di Presidenza EU dell’Estonia si è svolta a Tallinn la Conferenza Europea sulle politiche per l'orientamento permanente, con la partecipazione delle principali istituzioni europee e nazionali che si occupano di orientamento, la rete Euroguidance, il team di ricerca del Cedefop, ricercatori ed esperti di orientamento.

Il documento finale, a conclusione dei lavori, ha evidenziato 6 aree di priorità per adeguare i sistemi di orientamento alle nuove sfide della complessità dei mercati del lavoro e dello sviluppo delle tecnologie.

  1. Sviluppare servizi integrati per l’orientamento lungo l’arco della vita
  2. Garantire supporto e orientamento a gruppi più vulnerabili
  3. Aiutare gli individui a navigare meglio nella complessità dei mercati del lavoro e le imprese a trovare le persone con le competenze richieste
  4. Migliorare le competenze dei professionisti di orientamento in base all’evoluzione delle informazioni sui mercati del lavoro e al rapido sviluppo tecnologico e dei media
  5. Usare l'apprendimento tra pari per promuovere l’innovazione e la cooperazione istituzionale
  6. Migliorare la gestione, il monitoraggio e la valutazione delle politiche e delle pratiche di orientamento.
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L'anno scolastico è ormai in fase di avvio in tutte le regioni e la discussione è molto accessa su alcune iniziative che rigardano il sistema educativo: la sperimentazione dei percorsi liceali e tecnici in 4 anni, la partenza a pieno regime dell'alternanza scuola lavoro, l'imminente riforma dell'istruzione professionale, le risorse digitali in classe. A fronte di queste diverse iniziative, la sfida principale rimane però la stessa: offrire agli studenti le migliori opportunità per costruire il proprio progetto di vita, formativo e professionale. In questo confronto di inizio anno, si sottovaluta spesso uno degli strumenti più potenti che la scuola ha a disposizione per raggiungere questo grande obiettivo: l'orientamento.

Ed è proprio in questo ambito che il nuovo anno porta le novità più interessanti per permettere ad ogni scuola di elaborare un piano di orientamento in grado di offrire ad ogni singolo studente competenze di orientamento (che in Europa chiamano Career Management Skills, CMS) utili per gestire autonomamente e consapevolmente le proprie scelte di studio e di lavoro, durante tutto l'arco della vita.

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Scegliere il proprio futuro sarà una sfida sempre più complessa per le nuove generazioni, ma, al tempo stesso, le tecnologie mettono a disposizioni nuovi strumenti e sistemi informativi sempre più sofisticati. Si tratta oggi di capire come stanno evolvendo i bisogni di orientamento dei nostri studenti e di quali tipologie di servizi avranno più necessità.

Questi sono gli obiettivi del progetto Europeo MY FUTURE, promosso dall’Università di Camerino, con la Regione Marche e il Centro Studi Pluriversum di Siena, assieme ad una rete di partners internazionali che lavorerà assieme per esplorare e sviluppare nuovi modelli e strumenti per l'orientamento.

In questi giorni è stata avviata una indagine internazionale rivolta agli insegnanti e agli orientatori per comprendere meglio quali sono i modelli e gli strumenti utilizzati e quali sono i bisogni emergenti di orientamento. L'indagine prevede una serie di focus groups con i docenti e con gli studenti e un questionario accessibile on line (fino alla fine di settembre 2017).

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Le CMS (Career Management Skills, letteralmente le capacità di gestire la propria carriera formativa e professionale) rappresentano un quadro di riferimento fondamentale sia per la persona, che ha la possibilità di individuare e potenziare le capacità di cui ha più bisogno per fare scelte fondamentali per il proprio futuro, sia per tutti gli enti e le organizzazioni che hanno il compito di fornire servizi di orientamento, per progettare, valutare e ottimizzare tali servizi, in funzione di esiti attesi e condivisi.

Si tratta quindi di costruire e condividere un quadro di riferimento per gli orientatori e mettere a disposizioni modelli e strumenti di intervento coerenti. La Conferenza di Roma, del 27 giugno scorso, promossa dall'Università di Camerino, è stata l'occasione per presentare una proposta italiana, validata a livello internazionale, che è stata sperimentata da ANPAL Servizi e da altri enti e scuole sul territorio nazionale, con esiti molto positivi.

Ma quali sono le caratteristiche e la struttura di questo modello per le CMS? Scopriamolo insieme.

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La Commissione Europea ha posto alla base dei sistemi di orientamento il concetto di Career Management Skills, le competenze fondamentali che ogni cittadino dovrebbe possedere per orientarsi in una società complessa e dinamica. Questo concetto è centrale sia per garantire ad ogni persona le capacità per affrontare e risolvere i problemi e le difficoltà legate alle scelte di percorsi di studio e di lavoro adatti alle proprie caratteristiche, capacità e potenzialità, nel mondo, e sia per riorganizzare, qualificare e valutare i servizi ed i programmi nazionali di orientamento.

Questo concetto di Career Management Skills rappresenta già, in alcuni Paesi Europei, tra i quali la Danimarca e il Regno Unito, il quadro teorico di riferimento per tutte le attività di orientamento del sistema educativo (dalla scuola primaria alla vita adulta), in altri Paesi (tra i quali l'Italia), non esiste ancora un quadro metodologico condiviso e mancano anche strumenti e metodologie didattiche coerenti. Per questo motivo, il 27 giugno 2017 a Roma l'Università di Camerino e il Centro Studi Pluriversum di Siena, in collaborazione con ANPAL Servizi  ha partecipato alla sperimentazione nazionale, presenteranno una proposta metodologica sulle competenze per orientarsi (Career Management Skills), elaborata da un team internazionale di esperti e ricercatori. La Conferenza di Roma sarà l'occasione per definire un modello di riferimento nazionale e per condividere strumenti di lavoro e risorse didattiche per i docenti e gli orientatori.

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Organizzato dall’INAPP e dall’Università di Macerata, il Seminario di Studio “Giovani, lavoro e disabilità. Percorsi di transizione scuola lavoro”, in programma a Roma, il 5 aprile 2017, affronta uno dei temi più delicati per le politiche di iclusione sociale. L'inserimento sociale e lavorativo dei giovani con disabilità rappresenta infatti una sfida aperta per il sistema pubblico, per i sistemi educativi e per i servizi per il lavoro. Ma quali sono i modelli di riferimento in questo ambito? Quali sono le azioni messe in campo dalle istituzioni e dai sistemi educativi? 

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