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La scuola ha un ruolo fondamentale e una grande responsabilità nel garantire a tutti gli studenti un'offerta di strumenti e attività di orientamento che permettono di acquisire quelle informazioni e quelle competenze di orientamento necessarie per sviluppare la propria "identità, autonomia, decisione e progettualità" (Linee guida nazionali per l'orientamento permanente, MIUR 2014). Questa funzione della scuola apre ovviamente una riflessione seria sulle professionalità necessarie per garantire un orientamento di qualità a tutti gli studenti. Preparare gli studenti a vivere la complessità delle future scelte nello studio e nel lavoro è una grande sfida per la scuola e accanto agli insegnanti è necessario mettere in campo un piano di orientamento, con strumenti digitali dedicati e con il supporto di esperti esterni. Ma quali? Con quali caratteristiche professionali? Ne parliamo nel webinar 'Orientamento e tecnologie digitali. Verso un'evoluzione delle professionalità di supporto alle scuole', il 17 maggio alle ore 18. Il seminario propone di analizzare i nuovi bisogni di professionalità dedicate all'orientamento e le competenze necessarie per progettare e realizzare interventi di orientamento con strumenti digitali.

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L'alternanza scuola-lavoro rappresenta ormai una realtà per la maggior parte degli studenti italiani. Nello spirito della normativa di riferimento (Legge 107/2015), l’alternanza rappresenta una metodologia didattica che unisce sapere e saper fare per lo sviluppo delle competenze fondamentali utili ad affrontare un mondo in continuo cambiamento. Se, però, il valore formativo dell’alternanza è chiaro, altrettanto fondamentale è la sua valenza orientativa, per favorire le scelte professionali di ogni studente.

Il percorso in alternanza scuola-lavoro rappresenta infatti un'esperienza cruciale per ogni singolo studente per conoscere meglio i contesti di lavoro e verificare le proprie motivazioni e aspirazioni professionali. Ma con quali metodologie e strumenti la scuola gestisce e promuove la valenza orientativa delle esperienze in alternanza? Esiste l'esigenza di offrire agli studenti strumenti didattici utili per riflettere su propri processi di apprendimento e di orientamento, proprio al fine di valorizzare le esperienze di alternanza all'interno del progetto di sviluppo professionale di ogni studente.

In questo ambito, le tecnologie digitali offrono già alcuni strumenti molto utili: a cominciare dall'e-portfolio, che, come vedremo, è stato sperimentato nell'ambito dell'orientamento per l'alternanza scuola-lavoro dall'Università di Camerino.

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L'orientamento è stato tradizionalmente un'attività mirata a dare informazioni alle singole persone sulle opportunità di studio e lavoro. Oggi, grazie ai moderni strumenti digitali, è possibile anche gestire il processo inverso, ovvero raccogliere in tempo reale e analizzare i dati in esito alle attività di orientamento e capire come evolvono gli interessi e le aspirazioni delle nuove generazioni. Conoscere questi dati è molto utile per identificare i trend principali (verso alcune professioni e non altre, verso determinati settori o aree di studio, in base ai diversi contesti territoriali, ecc.) e ottenere indicazioni utili per la programmazione di nuove attività informative (con dati aggiornati sui settori emergenti o meno conosciuti) e formative (per programmare l'offerta di corsi e tirocini, per rispondere in modo efficiente alle esigenze emergenti di ogni territorio). A livello internazionale si parla di Labor Market Information (LMI) e la funzione di orientamento sta diventanto un tema centrale. Questa possibilità di analisi dei dati viene già offerta da alcuni anni alle scuole, ai college, alle università e ai centri di orientamento del Regno Unito, attraverso l'utilizzo dei software di orientamento sviluppati da Cascaid. Ne parliamo con la dottoressa Ella Bujok, Product Manager di Cascaid.

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Pochi mesi fa il Ministero dell’Istruzione del Regno Unito ha lanciato una nuova strategia nazionale per l’orientamento, denominata “Careers strategy: making the most of everyone’s skills and talents”, per promuovere la centralità dell’orientamento nell’ambito del sistema scolastico. Il documento individua un set di servizi, ed i relativi standard di qualità, per le scuole, al fine di assicurare ad ogni studente l’accesso all’informazione e alla consulenza necessarie per gestire le proprie scelte di carriera. L’iniziativa si propone di stimolare una grande mobilitazione delle scuole su questo tema per avviare azioni di miglioramento e per garantire ad ogni singolo studente maggiori opportunità di esplorare il proprio potenziale di apprendimento e fare scelte professionali in linea con le sfide attuali e future del mondo del lavoro.

Ecco cosa prevede la nuova strategia per l'orientamento di qualità.

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Il 2018 si annuncia un anno di forte cambiamento per i servizi per il lavoro, chiamati a garantire su tutto il territorio nazionale l'erogazione di servizi cruciali per l'attuazione di nuove misure di politica attiva per il lavoro e per l'inclusione, ad iniziare dal Reddito di Inclusione (REI) che inizia in queste settimana a raggiungere i primi beneficiari.

Attraverso i provvedimenti approvati nella Conferenza Unificata Stato Regioni del 21 dicembre 2017, i sistemi regionali dei Centri per l'Impiego si rafforzeranno e si doteranno degli strumenti necessari per sostenere un’offerta di servizi in grado di garantire a tutti i cittadini qualificati servizi e strumenti di orientamento e innovativi servizi di supporto alle imprese.

La sfida è cruciale per il nostro Paese che ha un mercato del lavoro tradizionalmente poco dinamico. I Centri per l'Impiego dovranno infatti dimostrare di essere in grado di rispondere alle esigenze di chiunque sia alla ricerca di una nuova opportunità professionale, ma al tempo stesso di stimolare e di accompagnare le imprese in un mercato del lavoro che sempre più richiede competenze diverse dal passato, sviluppando una domanda di professionalità in continua evoluzione.

Vediamo insieme quali sono gli aspetti determinanti di questo epocale cambiamento.

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Se ci pensiamo bene è l'uovo di Colombo: da un lato abbiamo una emergente domanda di orientamento da parte degli studenti che rischiano di fare scelte importanti senza conoscere le dinamiche del mondo del lavoro e l'evoluzione delle professioni e, dall'altro lato, le Regioni stanno creando moderni sistemi territoriali di servizi pubblici per il lavoro, in grado di assicurare ai cittadini e alle imprese assistenza e supporto nella qualificazione delle risorse umane e nella ricerca di professionalità.

Grazie al programma "Scuola al Centro", la Regione Toscana ha aperto le porte dei Centri per l'Impiego al sistema scolastico e ha messo a disposizione di oltre 4500 studenti dell'ultimo anno delle scuole toscane un set di risorse informative e di qualificati servizi di orientamento, che diventano parte integrante dell'offerta di alternanza scuola-lavoro.

Ecco cosa prevede il progetto.

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Il futuro è digitale e così anche l’orientamento che si sta aprendo sempre più all’uso delle nuove tecnologie. Dai software sulle professioni alle banche dati on-line di incrocio tra domanda e offerta di lavoro e tirocinio, fino all'uso dei social networks, lo sviluppo di tecnologie che possono essere utilizzate per l’orientamento apre grandi sfide per i sistemi educativi e i servizi di orientamento, ma al tempo stesso apre anche nuove opportunità per migliorare la qualità e la portata dei servizi e ampliare i benefici per gli studenti e gli utenti.

Su questo tema, venerdì 23 febbraio 2018 si terrà ad Ancona il seminario “Le nuove tecnologie per l’Orientamento: il Web come strumento irrinunciabile per far fronte ai nuovi bisogni orientativi”. L'evento, organizzato dalla Regione Marche, offrirà un’occasione per riflettere sulle potenzialità delle nuove risorse digitali per l’orientamento e per conoscere nuovi strumenti e iniziative che la Regione sta sviluppando, anche attraverso progetti europei e azioni pilota di rilevanza nazionale.

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Quando parliamo di orientamento, l’attenzione va subito agli adolescenti e ai giovani impegnati nelle scelte della scuola secondaria e dell'università. L’orientamento non è però dominio esclusivo degli ultimi cicli di istruzione scolastica e, a livello internazionale, sta emergendo sempre più chiaramente il bisogno di stimolare e fornire a tutti i bambini, sin dalla tenera età, tutte quelle capacità che saranno poi utili per affrontare con successo il proprio percorso scolastico e professionale. Esistono infatti numerose esperienze di orientamento realizzate già a partire dalla scuola primaria.

I percorsi di orientamento precoce si fondano sull’insegnamento delle competenze di orientamento (che in Europa sono definite Career Management Skills), attraverso percorsi di didattica laboratoriale e orientativa. Oltre a stimolare l'apprendimento di competenze fondamentali per esplorare le proprie propensioni e per orientarsi con successo in una società sempre più complessa e dinamica, l’orientamento precoce ha come finalità quella di incrementare il senso di appartenenza dei bambini al sistema scolastico e di favorire la comprensione dell’utilità dei percorsi formativi per i propri obiettivi professionali futuri.

La Regione Friuli Venezia Giulia ha già avviato e sostenuto una serie di iniziative in questo campo, che saranno presentate il 23 Febbraio 2018 nell'ambito del convegno in programma a Pordenone, promosso dalle scuole che hanno partecipato al progetto Europeo "I know what I want to be".

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Anche quest’anno la scelta delle scuole secondarie di secondo grado non è stata facile e tanti studenti insieme alle loro famiglie hanno affrontato questo delicato passaggio della vita, tentando di individuare bene il primo importante tassello su cui costruire il proprio percorso di sviluppo di una carriera formativa e professionale. I primi dati sulle iscrizioni scolastiche del 2018 indicano che la maggior parte (55,3%) degli studenti ha scelto i Licei, mentre un terzo circa (30,7%) ha deciso di iscriversi ad un Istituto Tecnico. Solo il 14% invece ha optato per un Istituto Professionale. 

Tante sono, come sempre, le variabili in gioco e, sul piatto della bilancia, pesano anche aspetti personali e sociali, quali la storia familiare, i contesti di appartenenza, interessi e abilità personali, le relazioni amicali e le caratteristiche dell'offerta scolastica territoriale. Sembra tuttavia che ancora rimanga molto sfumata la relazione tra la scelta effettuata e la consapevolezza degli studenti rispetto all'esito di tale scelta, ovvero la meta molto diversa in termini di conoscenze e competenze e di percorsi di carriera formativa e professionale che ogni scuola propone (che in realtà è già molto evidente).

Ma proviamo a riflettere meglio su questi numeri.

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Quali sono le nuove competenze per il futuro? Come equipaggiare gli studenti di oggi alla realtà di domani? È per rispondere a queste domande che la Commissione Europea ha pubblicato qualche giorno fa le Raccomandazioni sulle Competenze Chiave per la Formazione Continua. Si parla di skills challenge (la sfida delle competenze), di una nuova missione per l’Europa, di un’istruzione innovativa, inclusiva e basata sui valori.

Punto chiave delle raccomandazioni è l’idea di lifelong learning o apprendimento durante tutto l’arco di vita, di cui tanto abbiamo parlato in tema di orientamento. Dal documento emerge chiaramente come non sia più sufficiente pensare di equipaggiare gli studenti con un set fisso e cristallizzato di conoscenze. Diventano invece fondamentali la capacità di adattarsi al cambiamento e la resilienza. Proprio a supporto di questo, nel documento, la Commissione Europea elenca una serie di competenze più ampie che sono ritenute fondamentali per adattarsi e riuscire a far fronte con successo ai nuovi scenari lavorativi, sociali, personali e politici.  

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