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Gli esiti dell’ultima indagine elaborata da AlmaLaurea sul profilo dei Diplomati 2016 restituiscono un’immagine dei giovani a dir poco preoccupante: il 47% dei diplomati 2016 è pentito della scelta fatta a 14 anni e se tornasse indietro sceglierebbe una scuola o un indirizzo di studio diversi. Se aggiungiamo a questa indagine sui livelli di disorientamento dei giovani diplomati anche i dati allarmanti sulla dispersione scolastica (17% rispetto al tetto del 10%, fissato a livello europeo come obiettivo per il 2020) e sulla disoccupazione giovanile under 25 (risalita al 39,4% - dati Istat – novembre 2016) abbiamo un quadro molto chiaro sull'urgenza di potenziare e qualificare le azioni di orientamento nelle scuole di ogni ordine e grado. L'Italia continua a sottovalutare il ruolo fondamentale dell'orientamento all'interno dei sistemi educativi e della formazione professionale, così come nell'ambito dei servizi pubblici per l'impiego e per le politiche attive per il lavoro. Il "sistema di orientamento" nel nostro Paese purtroppo non riesce a prendere in carico le esigenze di generazioni di giovani che continuano a fare scelte sbagliate, con gravi costi economici e sociali.

Non è solo un problema di risorse o investimenti: serve soprattutto un quadro di riferimento metodologico chiaro e condiviso, in grado di definire, a livello europeo, dove, come e con quali strumenti garantire servizi di orientamento di qualità.

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Scuola al Centro è l'iniziativa del MIUR per valorizzare i tempi e gli spazi delle scuole e, dopo una prima fase sperimentale riservata solo alle città più grandi, ecco un nuovo bando finanziato con fondi europei PON della programmazione 2014/2020 che si propone di aprire l'iniziativa a livello nazionale, coinvolgendo le scuole primarie e secondarie.

Ci sono a bando 240 milioni e le proposte devono essere presentate entro il 31 ottobre 2016.

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L'orientamento delle nuove generazioni rappresenta una responsabilità di tutta la comunità locale che deve assicurare ad ogni giovane la possibilità di accedere alla più ampia gamma di opportunità educative e professionali: il ruolo degli enti locali e delle nuove città metropolitane è fondamentale per l'orientamento, ma l'idea di una "città che orienta" promuove anche un modello partecipativo dove tutti i potenziali "fornitori di orientamento" possono contribuire a creare un sistema di servizi centrato sui bisogni della persona e costruito "attorno" alla persona, nel lungo e non sempre facile percorso dalla scuola alla vita professionale.

"Guiding Cities: improving guidance services together" è il titolo della conferenza che si terrà a Barcellona il 7 luglio 2016 con la finalità di condividere il modello e i risultati del progetto europeo Guiding Cities, che ha visto anche l'Italia tra i promotori.

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