Dobbiamo essere come giano bifronte: guardare avanti senza togliere lo sguardo dal passato

Intervista a Federico Minghi, imprenditore, event manager ed export manager delle eccellenze toscane nel mondo.

Da dove nasce la sua passione per il territorio e i suoi prodotti d’eccellenza? Quando ha capito che poteva tradurla in una reale professione?

La mia passione da sempre? Il mio territorio. La Toscana, il Chianti in particolare. Per anni ho accompagnato personaggi famosi e non, di tutto il mondo, alla scoperta di questo angolo di Paradiso, dei suoi protagonisti più autentici, degli scorci più belli, lontano dal turismo di massa. Il mio sogno è sempre stato quello di farne innamorare anche gli altri, così come lo sono io. Farli innamorare della sua essenza, in modo sincero e vero.
Chi mi conosce sa bene che sono un vulcano di idee, a cui piace lanciarsi in nuove avventure. È così che ho ristrutturato un’affascinante torre d’avvistamento del 1200 nel cuore del Chianti, trasformandola nello splendido Relais Castellare de’ Noveschi a San Sano, dove propongo la suggestiva suite dentro una botte e la vinoterapia dentro un romantico tino.
Appassionato delle creazioni fatte a mano, ho aperto un’esclusiva Boutique dentro il Castello di Monteriggioni, che è diventato un vero laboratorio per nuovi progetti: qui ho dato vita ad un mio profumo, una linea di borse e scarpe fatte in Maremma e posate forgiate a mano a Scarperia. Insomma ho dato spazio ad originali creazioni ed invenzioni del Made in Tuscany.

Qual è stato il suo percorso formativo?

Dopo essermi diplomato Ragioniere Programmatore, mentre frequentavo Economia e Banca ho frequentato vari corsi di Marketing e Comunicazione pubblica a Running a Roma, ho fatto un master in turismo e ho conseguito tutti i patentini necessari per poter organizzare ed effettuare tour turistici. In quegli anni ho acquisito esperienza nel campo turistico in quanto sono stato per 4 anni presidente del consorzio turistico Welcome per la promozione della Provincia di Siena, rappresentando tutti gli operatori turistici della Provincia.  

Come si legano tradizione e innovazione nel suo lavoro e quanto è importante oggi nel suo settore essere sempre aggiornati? 

“Dobbiamo essere come Giano Bifronte: guardare avanti senza togliere lo sguardo dal passato”, in pratica dobbiamo riuscire a comunicare la nostra storia, le nostre tradizioni, i nostri prodotti, il nostro territorio con metodi sempre nuovi e al passo con i tempi e con il linguaggio del momento, altrimenti vanifichiamo tutto quello che di buono hanno fatto i nostri avi, dei veri e propri capolavori, dei gioielli ma se per esempio non siamo in grado di trasmetterli online, tramite i social network rischiamo di restare isolati e non attrattivi per il resto del mondo. 

Recentemente è uscito un bando che permette alle imprese di dotarsi di nuove figure di export manager. Secondo il suo parere, ciò creerà effettivamente più capacità competitiva per le aziende e di conseguenza più opportunità per i giovani? 

Sicuramente l’export manager è una figura fondamentale per superare questo momento difficile per l’Italia e in particolar modo per il nostro territorio, isolato anche dal punto di vista dei collegamenti stradali e non solo, che deve guardare ai paesi in via di sviluppo e ad economie forti per vendere i prodotti di qualità che produciamo, ma non basta questa nuova figura, a mio parere serve un cambiamento di mentalità da parte dell’imprenditore stesso, va ripensato il prodotto il packaging e il piano di comunicazione stesso, per vendere un prodotto nel mondo non basta un export manager ma un prodotto pensato, studiato per essere competitivo nel mercato globale. 

‘Esportare’ la Toscana e i suoi prodotti in tutto il mondo sfruttando le potenzialità del web. Cosa ne pensa? Può parlarci dei suoi ultimi progetti? 

Sono due anni che seguo il mio Blog www.federicominghi.it che parla di Toscana dal punto di vista enogastronomico e life style ed ho creato anche un App multilingue “Tuscan Style” scaricabile gratuitamente dall’Apple store dove potersi geo localizzare e sapere cosa c’è di buono intorno a noi da vedere, comprare, mangiare e dove poter soggiornare, luoghi con un valore aggiunto, i luoghi dell’anima li definisco io. L’ultimo progetto a cui sto lavorando è un portale e-commerce di prodotti toscani, prodotti di nicchia, difficili da reperire sul mercato proprio per l’elevata cura e legarci perfino delle aste online per valorizzare un prodotto speciale, per esempio un prosciutto di cinta senese invecchiato 3 anni o un formaggio invecchiato 2 anni sotto le vinacce ecc…, aste che raccontino in primis il prodotto e la storia, il lavoro che c’è dietro e solo dopo aver capito che spesso sono prodotti introvabili far partire l’asta, un modo per dare visibilità a prodotti altrimenti difficilmente vendibili. 

Quale consiglio si sentirebbe di dare a un giovane che voglia lanciarsi in un progetto imprenditoriale di ampio respiro nel settore dell’enogastronomia d’eccellenza?

L’enogastronomia d’eccellenza necessita di tanta passione e umiltà, non basta essere sommelier per conoscere i vini, si devono girare tante cantine e degustare, osservare il territorio, guardare le cantine ecc… l’enogastromia di qualità è fatta dalle materie prime che fanno la differenza, ormai abbiamo capito che è più importante puntare su sapori veri e cotture controllare a basse temperature di grandi “intrugli” e che la salute viene prima di ogni altra cosa, quindi si deve aver voglia di vivere sempre con la valigia in mano pronti ad annusare, toccare, scoprire e scovare, osservare ed ascoltare chi ne sa più di te.