Investire sull’orientamento all’università: ecco i piani di orientamento e tutorato (pot)

Pochi iscritti, tanti dispersi, pochi laureati in materie scientifiche. Questa la fotografia del mondo universitario italiano che emerge dagli ultimi report nazionali e internazionali. L’Italia registra appena il 26% di laureati tra i 25 e i 34 anni (contro il 40% in Europa) e un tasso di dispersione universitaria che raggiunge il 40% degli studenti iscritti con costi sociali ed economici enormi per il nostro Paese.

La necessità di un maggiore impegno degli atenei a sostenere i giovani diplomati nelle scelte universitarie e nella gestione dei primi anni di studio è chiara e confermata anche dalle iniziative del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca che finanzia i nuovi Piani di Orientamento e Tutorato (POT).

Vediamo insieme le attività definite dalle linee guida del MIUR e le loro possibili applicazioni.

Le attività di orientamento e i servizi di tutorato diventano dunque strategici e nuovi fondi sono arrivati dal MIUR per promuovere una programmazione integrata di questi servizi (Legge di Bilancio, 2017). Seguendo le linee guida pubblicate a ottobre 2018, gli atenei sono stati invitati a presentare il proprio Piano di Orientamento e Tutorato, un documento che definisce i servizi che l’Università intende mettere a disposizione degli studenti per supportare l’acquisizione delle competenze di orientamento utili per gestire il proprio progetto formativo. 

Secondo il documento del MIUR, i Piani di Orientamento e Tutorato prevedono un impegno pluriennale e il coinvolgimento di un’ampia rete di stakeholder, enti e soggetti del territorio interessati a sostenere questo tipo di attività. Tra gli stakeholder ovviamente ci sono le scuole secondarie di secondo grado, quali interlocutori privilegiati, ma anche le imprese e gli enti locali. Gli atenei sono invitati a integrare le attività del POT con la progettazione delle attività di alternanza scuola-lavoro (ora “Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento”) nell’ottica di un orientamento che accompagna gli studenti nella costruzione dell’intero percorso.

Le linee guida definiscono due macro-aree di attività:

1) ORIENTAMENTO

Le università sono tenute ad offrire agli studenti percorsi di orientamento volti a favorire scelte consapevoli e a fornire un’adeguata documentazione sui percorsi e le sedi di studio. Tali iniziative sono organizzate durante l’ultimo biennio di corso della scuola secondaria di secondo grado o subito dopo il conseguimento del diploma. 
Tra le attività di orientamento che le università possono attuare nei loro progetti troviamo laboratori per il riconoscimento delle abilità e lo sviluppo delle vocazioni, meeting fra docenti delle scuole secondarie e docenti universitari e sperimentazioni per la costruzione di prove per valutare la preparazione di base degli studenti.

Gli obiettivi delle attività di orientamento si collocano all’interno del quadro europeo delle Career Management Skills (CMS), il modello europeo di riferimento per la progettazione dell’orientamento. Le CMS si riferiscono alle competenze di orientamento che ogni persona deve possedere per poter gestire i propri processi di scelta, le transizioni e il proprio progetto formativo e professionale. In questa area si collocano anche azioni per promuovere la conoscenza di sé, dei propri punti di forza, del mondo del lavoro, delle professioni associate ai percorsi universitari.

Molte sono le iniziative innovative e le esperienze che le Università già hanno realizzato in questo ambito, anche usando modelli e strumenti di orientamento molto innovativi.

2) TUTORATO

Le attività relative ai servizi di tutorato riguardano invece una serie di azioni tra cui il supporto della formazione e dell’organizzazione dei tutor. I destinatari primari di queste attività sono gli studenti iscritti al primo e al secondo anno di università che hanno riscontrato ostacoli formativi iniziali. I tutor individuano le difficoltà degli studenti e sviluppano azioni di monitoraggio per identificare le modalità più efficaci di tutorato. Per questa finalità ovviamente un’utilità specifica viene realizzata dall’integrazione con attività e strumenti di orientamento che aiutino gli studenti a consolidare la propria scelta ed affrontare con maggiore coinvolgimento e motivazione il percorso formativo intrapreso.

Anche in questo ambito non mancano iniziative e buone prassi. Tra queste segnaliamo il progetto internazionale E-tutoring, promosso dall’Università di Camerino.
 Il POT, quindi, nasce proprio come misura per migliorare la qualità dell’orientamento e del tutorato nelle scuole e nelle università, al fine di ridurre i tassi di dispersione e disorientamento, per aumentare la percentuale degli studenti che riesce a completare il proprio percorso di studi

Per riflettere su come ‘mettere in pista’ attività e strumenti utili a raggiungere questo obiettivo, è in programma un webinar gratutito dedicato a chi all’Università si occupa di orientamento e tutorato: ‘SORPRENDO REVOLUTION nell’Università: gestire i piani di orientamento e tutorato (POT) e supportare il servizio placement‘. L’evento è fissato per il 7 febbraio 2019, alle ore 15.